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A scuola succede di tutto

by Lettere21

“L’alunno mi ha lanciato in testa un prosciutto”, “Tenta di bruciare il quaderno”. Sono alcune delle note lasciate dai prof sui diari degli studenti. Ma non si creda che l’indisciplina sia un problema solo di oggi. La scienziata Hack, per esempio, fu sospesa perché sorpresa a leggere la cronaca della partita della Fiorentina in classe

Passano gli anni ma, anche se si tende a mandarlo in pensione sostituendolo con i registri elettronici, il diario resta la fedina penale dello studente. Abbiamo raccolto le note più curiose fra i geni e fra chi continua a fare impazzire i professori.

Dal prosciutto alle carte

Stanchi di lanciare gomme, gessetti o penne, ecco che, in una scuola media siciliana, gli alunni hanno cambiato “arma”: «C. mi ha lanciato in testa il prosciutto», firma la professoressa. In una scuola superiore di Milano «B. saltella su un banco, rompendolo in due e lo lancia giù per le scale per non farsi scoprire». «Gli studenti giocano a carte e T. ha anche perso», scrive una professoressa ai genitori dello sconfitto, mentre «B. Organizza un rally con la sua Opel Corsa nella pista di atletica esterna».

Versi… animaleschi

In un liceo scientifico: «P. è stato sorpreso fare versi di animali in classe durante il laboratorio di fisica» mentre al liceo socio-psicopedagogico non poteva mancare una nota con annessa psicanalisi: «S. urla e disturba la classe perché ha improvvisamente scoperto di soffrire di aracnofobia». Un ragno le era caduto sul banco e S. aveva rotto i timpani ai compagni, scatenando il caos in classe. Cambiando l’ordine degli “insetti”, il risultato non cambia: in un’altra scuola «La classe salta per i banchi e corre per l’aula per via di un’ape».

Piccoli piromani crescono

Alla quinta ora dagli ultimi banchi si intravede una scintilla: due studentesse, chiacchierando, giocherellavano con un accendino. Peccato che a una di loro sia sfuggita una fiamma che ha fatto reazione con le tracce di scolorina lasciate sul banco. Risultato? Nota sul registro e sul diario: «B. e P. si dilettano in giochi pirotecnici in classe». Un’altra studentessa è stata mandata dal preside: «L’alunna D. tenta di bruciare il quaderno di matematica perché non è contenta del voto».

Quando c’è di mezzo l’amore

Alcune note affibbiate a giovani innamorati indisciplinati. «L’alunno S. e l’alunna Z. si baciano in classe mentre D. immortala il loro idillio». Alle medie, il professore di educazione fisica scrive ai genitori che «G. durante l’ora di ginnastica, nel tornare negli spogliatoi, usava le mani in modo inappropriato». Nessuna rissa, era attratto dal lato B della compagna.

Ecco come se la cavavano a scuola 4 geni

Il premio Nobel John Gurdon: «Il ragazzo non si impegna»

«Il suo lavoro è stato di gran lunga insoddisfacente. Impara male e i fogli dei suoi test sono pieni di strappi. In una prova ha preso il punteggio di 2 su 50. Spesso si trova in difficoltà perché non ascolta, ma insiste a fare le cose di testa sua. Ho sentito che Gurdon ha intenzione di diventare scienziato. Allo stato attuale, mi sembra un’ambizione ridicola. Se non può nemmeno imparare i fatti basilari della biologia, non ha chance di fare il lavoro di uno specialista. Sarebbe una pura perdita di tempo per lui e per quelli che dovranno insegnargli». È la nota scritta a margine della pagella di fine semestre di John Gurdon, colui che sarebbe diventato il Premio Nobel per la medicina e fisiologia nel 2012 per avere gettato le basi della ricerca sulle cellule staminali, aprendo la strada ai primi esperimenti di clonazione animale.

Il genio della fisica Albert Einstein: «È indisciplinat o e irrispettoso»

Albert Einstein era descritto dai suoi professori come “scansafatiche” perché, nonostante il buon rendimento, mal digeriva la rigida disciplina e si rifiutava di imparare qualsiasi cosa a memoria, ostentando atteggiamenti un po’ sfacciati. Non mancarono i richiami: «Te ne stai seduto lì, nell’ultimo banco, e sorridi e ciò offende il senso di rispetto che un insegnante esige dalla classe. Non combinerai mai nulla nella vita», rimproverò il professore di greco Joseph Degenhart. A 16 anni si fece firmare dal vecchio medico di famiglia un certificato che attestava disturbi di carattere nervoso. Aveva bisogno di un periodo di riposo, disertò la scuola. Al Politecnico di Zurigo spesso bigiava le lezioni in laboratorio e, quando presente, non seguiva le istruzioni del prof Pernet, applicando un metodo tutto suo: la situazione precipitò quando durante un esperimento causò un’esplosione.

L’astronoma Margherita Hack: «Sospesa perché leggeva la cronaca della Fiorentina»

Il professore di matematica era sospettoso e lei si divertiva a stare con gli occhi bassi come se avesse qualcosa di nascosto da leggere sotto il banco. Lui ispezionava e non trovava nulla. Un giorno, esasperato, frugò nella sua cartella. Trovò un giornale aperto con la cronaca della partita della Fiorentina. «Non stavo leggendo!» disse la Hack. Non creduta, fu sospesa per un giorno e punita a giugno con 5 in matematica.

L’imprenditore Bill Gates: «È sempre in ritardo e lavativo»

Arrivava in ritardo a scuola senza giustifica o con i compiti non fatti, marinava le lezioni e veniva sorpreso nel laboratorio di informatica. Un giorno gli bloccarono l’accesso con una password e lui riuscì a entrare nel sistema di sicurezza, a sbloccarlo e anche a modificare le ore di laboratorio utilizzate da lui e dai suoi compagni. Venne punito con un’estate senza pc. Oggi è tra gli uomini più ricchi del mondo.

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