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Amici per la pelle: Conoscerli per amarli

by Lettere21

Curiosità e risposte sul mondo dei nostri amati pet

Nato per caso. L’unica razza tedesca classificata nei cani da compagnia ha un nome piuttosto difficile, Kromfohländer, ed è nata assolutamente… per caso! Infatti, è il frutto della grande passione di un maschio di genealogia ignota, molto simile a un Griffon Vendeen, per una femmina di genealogia altrettanto sconosciuta ma con sangue di Fox Terrier nelle vene. Tutto comincia nel 1945: i soldati americani arrivano in Germania e un gruppo di loro, giunto nella zona di Siegen (nord Renania-Westfalia), era accompagnato da un cagnolino dal pelo fulvo e ispido dalle origini incerte. Il cagnolino attirò le simpatie di una donna del posto, Ilse Scheifenbaum, che lo chiamò Peter e lo prese con sé. Il destino volle che, come “cane della porta accanto”, ci fosse la femminuccia Fiffi, per cui Peter perse la testa: dal loro amore nacque una cucciolata non solo bella ma anche omogenea, che spinse Ilse a sviluppare una nuova razza che sarà riconosciuta ufficialmente nel 1955. Il Kromfohländer è un cagnolino vivace e affettuoso che può avere sia pelo liscio sia pelo ruvido.

Gli Spitz si chiamano così per via del loro muso. Il nome deriva da una delle loro caratteristiche principali: il muso appuntito, in tedesco spitz, che ricorda quello di una volpe. I cani di tipo Spitz sono presenti in diverse parti del mondo e si presentano come lupoidi caratterizzati da cranio a cuneo, folta pelliccia (che può formare sul collo un ricco collare) provvista di abbondante sottopelo, coda molto folta arrotolata sul dorso, costruzione compatta, orecchie piccole, erette e rivolte in avanti, occhi scuri. Nella classificazione della FCI sono presenti Spitz europei, Spitz asiatici e razze similari. Fanno parte degli Spitz europei gli Spitz Tedeschi in tutte le loro varietà (Wolfspitz o Spitz lupo, Spitz grande, medio, piccolo e nano) e anche il Volpino Italiano. Fanno parte degli Spitz asiatici il Chow Chow, l’Eurasier, il Korea Indo Dog, l’Akita, l’Akita Americano, l’Hokkaido, il Kai, il Kishu, lo Spitz Giapponese, lo Shiba e lo Shikoku. Una gran bella famiglia di… musi appuntiti!

Il colore del tartufo non è sempre nero

Il tartufo è la parte estrema della canna nasale del cane, è mobile, coperto di pelle zigrinata, solitamente fredda e umida; con la sua forma e il suo sviluppo contribuisce alla forma del muso ed è quindi un importante fattore di tipicità. Può essere sporgente sulla faccia anteriore del muso, come nel Levriero Russo, nel Segugio e nel Bracco Italiano, sulla stessa linea della faccia anteriore delle labbra (Pointer, San Bernardo) o inclinato all’indietro (Bulldog, Boxer). Solitamente il tartufo deve essere ben pigmentato ma non deve essere necessariamente nero, quanto in armonia con il colore del mantello o di eventuali macchie del manto: nei cani bianco-arancio può essere carnicino, nerastro o nero, in quelli a manto bianco è sempre nero, nei cani a manto marrone o roano-marrone è marrone. Una depigmentazione totale è considerata un difetto importante perché è un grave fattore degenerativo, ma fa eccezione il cosiddetto “naso da neve” tipico di alcune razze, come il Groenlandese o il Labrador, che nella stagione invernale assume il colore carnicino.

I migliori bagnini a 4 zampe

Quali sono i cani più adatti a diventare bagnini? Verrebbe da dire tutti, basta che amino l’acqua. In realtà, per diventare Unità cinofila da soccorso in acqua, per quanto non sia indispensabile un pedigree, è necessaria una stazza di almeno 20-25 chili, requisito fondamentale per trascinare nuotando pesi anche molto superiori. A questa caratteristica fisica devono essere affiancate doti caratteriali come la grande socievolezza, la docilità, il grande equilibrio psichico, l’assoluta mancanza di aggressività e una buona tempra. Non esiste, quindi, una razza migliore delle altre e ormai tra i cani bagnini si trovano non solo razze dalla provata acquaticità come Labrador e Terranova ma anche Dobermann, Malinois e persino Pitbull. Spetta poi al conduttore creare l’empatia giusta e l’affiatamento: per prepararsi a salvare vite umane è indispensabile capirsi al primo sguardo perché a volte un attimo può decidere una vita.

Monta la gamba? Non incoraggiamolo

Alcuni all’inizio trovano divertente questo comportamento del cane e talvolta lo incoraggiano, salvo poi sgridarlo quanto diventa troppo frequente. Ci sono poi cani che invece di “usare” la gamba, o il braccio del padrone, montano persone anche estranee alla famiglia, oppure loro simili, non necessariamente di sesso opposto, altri animali (magari il micio di casa!) o addirittura peluche o cuscini del divano. Questo comportamento può interessare sia maschi sia femmine, cani già maturi sessualmente ma anche cuccioli di pochi mesi. Si tratta di un comportamento tipico dei cani dominanti, soprattutto se hanno a che fare con padroni tolleranti e permissivi, e ha una matrice sessuale, tanto che si intensifica nei periodi di calore. L’atto della monta, per il cane che non si è mai accoppiato, non è la ricerca di appagamento sessuale quanto l’occasione per ribadire la propria dominanza sui membri della famiglia, ma anche su estranei. Non bisogna mai incoraggiare questo comportamento, e se insistente, va corretto ma per farlo, probabilmente, sarà necessario riesaminare le regole e la gestione perché, facilmente, avremo dato al cane l’idea di essere al top nella scala gerarchica.

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