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C’è un nuovo lato di te che deve nascere

by Lettere21

«Povera illusa che ero, credevo che nulla avrebbe più potuto dividerci; l’ho sempre sostenuto, anche con tutte le mie insicurezze, ma non è servito proprio a nulla, alla fine anche lui se n’è andato. Come tutti gli altri, incolpandomi di essere troppo possessiva, di essere gelosa e calcolatrice. Calcolatrice io? Ma io voglio solo una famiglia, una casa, un grande amore!». Silvia si descrive come una donna fragile, insicura da sempre, ma passionale e non accetta le accuse dell’ex ­ danzato. «L’amore infonde sicurezza, vuol dire essere sempre presenti l’uno per l’altro nei momenti meno felici, dif­ficili e importanti; ero gelosa, sì, ma mi sono impegnata amandolo incondizionatamente, mettendo da parte me stessa. Credevo che questo avrebbe rinsaldato il nostro amore, rendendo anche me più sicura». Silvia passa il tempo a rimuginare sulle ragioni della separazione da Giovanni, dando la colpa a lui, alla propria insicurezza, al “troppo bisogno di amore”, ai genitori che a suo dire non l’hanno amata abbastanza da piccola, e al destino che le fa incontrare solo «uomini pronti alla fuga appena io chiedo di dimostrare e ricambiare l’amore ricevuto».

Fredde paure

Forse, con Giovanni, Silvia è incappata nell’ennesimo narcisista che appro­fittava del suo bisogno di calore? O piuttosto non vede che la sua passionalità nasconde anche un lato freddo, che le serve per contrastare le sue paure? Paure che emergono da subito in psicoterapia, attraverso un sogno che porta durante uno dei primi colloqui: «La terra trema sotto i piedi e l’atmosfera è permeata di uno strano senso di inquietudine, sento che qualcosa sta per accadere. Io corro. Forse per scappare da qualcosa, ma ovunque incontro case che crollano come castelli di carte. Ogni volta che cerco una via di uscita la terra ricomincia a tremare e le case a venire giù come se qualcosa continuasse a sbarrarmi la strada». Il sogno sembra avvisarla: vuoi la sicurezza, la stabilità, ma il fuoco deve brillare, ardere e muoversi, altrimenti si spegne. Da una parte Silvia vorrebbe incasellare l’amore in una relazione statica, fatta di sicurezze, in cui tutto è già scritto, calcolato, un idillio immobile: ma dall’altra attiva comportamenti oppositivi e possessivi nei confronti degli uomini un po’ leggeri che “guarda caso” incontra, che presto scappano facendo finire le sue relazioni. La vita è imprevedibile, non si può programmare e l’insicurezza scardina il tentativo di ­ ssare ciò che in realtà si muove. Solo venendo a patti con questa realtà interna – un fuoco che vuole solo ardere e un gelo che vuole solo ottenere – la sua vita potrà cambiare…

Fuoco nascosto

Fausto invece era un vero duro, diretto, persino cinico: lui non aveva riguardi per nessuno. Grazie al suo carattere e alle sue doti ora è un affermato manager. Purtroppo, dopo vent’anni di brillante carriera, di colpo le cose iniziano ad andare storte. Fa continui sbagli, errori anche gravi che mandano in fumo contratti a sei cifre. La società per cui lavora non glielo perdona e lui piomba in uno stato di insicurezza totale, è sempre bloccato, impaurito e si domanda come può essere accaduto, proprio a lui! Già, cosa è successo? Alla fine, in psicoterapia, ammette la dura verità: «Il mio problema, anzi il mio segreto, è l’alcol. Da anni bevo di nascosto. Ma ora la cosa è andata fuori controllo: inizio già dal mattino. Un tempo mi faceva sentire sciolto, adesso sta presentando il conto…». Ciò che gli sta succedendo, però, riporta al centro della sua attenzione qualcosa che non può più ignorare. Il problema non è l’insicurezza, e nemmeno l’alcol, che simbolicamente rappresenta soltanto quel fuoco, quella passione che lui non è più in grado di “distillare”. L’ef­ficienza e una vita votata solo al successo hanno spento lati fondamentali per la sua realizzazione, nascosti sotto un muro di certezze mentali pratiche. L’alcol invece – non a caso chiamato anche “spirito” – rimanda a una materia più sottile: così ne parlavano gli alchimisti, convinti che avesse la capacità di estrarre dalle piante le essenze e dagli esseri viventi le virtù assolute… Il disagio, l’insicurezza, gli errori, hanno fermato il successo esterno di Fausto, per attivare però aree non razionali che altrimenti sarebbero restate ancora mute. I suoi guai lo hanno portato fuori dai territori mentali statici, dai convincimenti, dai luoghi comuni di cui si nutriva. La vera domanda, che emerge in una seduta, è: «Cosa sto tenendo in vita, che invece l’insicurezza vuole distruggere?» Forse vuole sgretolare proprio quel personaggio sicuro, freddo e granitico, rompere l’onnipotenza dell’Io per far emergere lati “caldi, ancora sconosciuti. Prendere atto di questo processo lo ha fatto tornare in contatto con aspetti più morbidi di sé che lentamente, nei mesi successivi, gli hanno permesso di reinventare la sua vita.

Via il personaggio

L’insicurezza apre nuove porte su lati nascosti dell’interiorità; un lato freddo e determinato per Silvia, uno caldo e morbido per Fausto. Così ha aiutato Silvia a scoprire nuovi interessi, che le hanno ­ nalmente insegnato a non «mettere più da parte se stessa per un sogno un po’ finto come “il grande amore”». E ha portato a Fausto un nuovo progetto lavorativo in cui essere “un po’ meno duro”. Entrambi hanno imparato a navigare in acque incerte, senza l’intenzione di dirigersi o di seguire copioni troppo rigidi.

LE DUE SICUREZZE/ Ti radichi troppo all’esterno? La fragilità ti riporta nel centro

Immagina che dentro di te ci siano due mondi. Il primo è più esterno e superfi ciale, l’altro più interno e profondo. Quello esterno in apparenza è fermo, stabile, sicuro: contiene le convinzioni comuni, le cose concrete che vedi, ciò che hai realizzato, ciò che pensi di te e degli altri. Quello più quello interno al contrario è perennemente in movimento e sgorga da un punto molto profondo, da qualcosa che ti caratterizza. Ebbene, tu non te ne accorgi, ma è il profondo che di continuo ricrea la superfi cie: ciò che all’esterno ti appare stabile è solo qualcosa che è emerso dal profondo nel tempo, si è solidifi cato e ora è già sul punto di invecchiare e venire superato. Quindi c’è una sicurezza esterna che pare stabile, invece è passeggera, legata a modelli e fasi evolutive che attraversi per andare oltre. E c’è una sicurezza interna che è come una sorgente sempre attiva, simile al processo creativo che dal seme crea la pianta, il fiore e poi un nuovo seme. Quando ti senti insicuro è perché non vedi più il profondo, ma pensi di doverti fi ssare solo alla superfi cie. È questa la vera malattia: l’insicurezza arriva per ricordarti che hai perso il contatto con il centro, con la tua sorgente interiore.

MEDITA CON LE IMMAGINI Ritrova il punto fermo dentro di te

Sdraiati sul letto o su un divano, in un luogo tranquillo con poca luce, trova una posizione comoda. Quando sei pronto, chiudi gli occhi e percepisci il buio. Lascia che nella tua mente si formi l’immagine di una situazione che ti disturba, che ti crea malessere. E contemporaneamente, su un altro lato della mente, immagina di essere al centro di una grande piazza. Poco distante noti un sentiero di ciottoli… lo segui… attraversi un grande giardino ricco di fiori, fino a che ti trovi di fronte a un albero con a fianco l’ingresso di una grotta. Immagina di entrare. Quando ti trovi all’interno ti senti subito a tuo agio, come se fossi immerso in una dimensione fuori dal tempo… sei protetto, al riparo… è un luogo inaccessibile ad altri. La penombra ti permette di vedere intorno a te, di distinguere ciò che ti circonda… cosa osservi all’interno di questa grotta? Guarda le pareti… è umida… calda… percepisci una strana sintonia… e in lontananza come il tintinnio di un’acqua che gocciola… ti accorgi che accanto a te c’è un rivolo d’acqua che scorre, ti bagna i piedi… un’acqua calda… segui il sentiero che traccia… e cammina, cammina, arrivi in un punto della grotta dove tutto si fa più largo… al centro di questo ambiente c’è una sorgente di acqua limpida… resti qualche istante lì in uno stato di contemplazione dell’acqua, dentro di te si diffonde uno stato di cedevolezza, come se vicino a quest’acqua non avessi più nulla da dirti, e niente da dire…. e via, via che in questo stato ti avvicini… la sorgente inizia a zampillare, è sempre più vigorosa, come in una danza scintillante. Ti avvicini, inizi dolcemente a bagnarti, a giocare con l’acqua, a berla… è un’acqua dolcissima… dentro di te inizia a diffondersi una sensazione di benessere… è come se quella sorgente fosse stata sempre lì, silenziosamente nascosta eppure così presente… le incertezze, i dubbi, il malessere sono lontani, ora percepisci il benessere che viene dalla consapevolezza che dentro di te tutto continua a sgorgare naturalmente, formando un sentiero che riporta sempre al centro di te stesso.

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