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Cercare il pelo nell’uomo (e nella donna)

by Lettere21

Dotati di sempre più lame, con testine che riscaldano la pelle… i nuovi rasoi sono un concentrato di tecnologia. E intanto, nei laboratori, antropologi e biologi studiano la rasatura perfetta

Oltre 29 milioni di pezzi venduti ogni anno soltanto negli Usa (il dato globale si stima che sia circa 4 volte tanto): potrebbero ricoprire la superficie di 42 campi di calcio grandi come quello di San Siro. I rasoi che montano lame usa e getta sono la fetta più grande di un mercato che vale almeno 11 miliardi di euro e che testimonia quanto sia in realtà attuale l’atavica “lotta ai peli” (sia femminili sia maschili). Una sfida che oggi si combatte soprattutto a colpi di nuove tecnologie: dal laser di ultima generazione al rasoio multi-multilama, ogni arma è lecita per eliminare l’odiato pelo. Così, anche in questo settore, la corsa all’innovazione è continua.

NOVITÀ DALLA RICERCA

Cominciamo dai rasoi da barba: il più recente è quello riscaldato che, oltre a togliere ogni minimo pelo appena spuntato grazie a cinque lame, riscalda la pelle mentre ci si rade ricreando la sensazione del panno caldo del barbiere. È il primo prodotto uscito dai GilletteLabs, i laboratori di ricerca dell’azienda che detiene quasi il 50 per cento del mercato della rasatura (che solo negli Stati Uniti vale 3 miliardi di dollari l’anno, in aumento): due anni di studi e un brevetto depositato dopo diversi tentativi falliti per un rasoio che, resta caldo ma non troppo grazie a quattro sensori di temperatura, che si mantiene fra 45 e 50 gradi. È stato realizzato anche grazie a una campagna di crowdfounding online che ha quintuplicato gli obiettivi in poche settimane. Segno che la guerra al pelo si combatte con mezzi nuovi, anche perché l’enorme giro d’affari fa gola a tanti. Così, da una parte sono emerse compagnie che puntano alla semplicità offrendo rasoi a prezzi modici; dall’altra le grandi aziende storiche cercano di non perdere terreno innovando in continuazione con la creazione di startup, che per esempio consentano di ottenere un’impugnatura personalizzata grazie a una stampante 3D.

E intanto la ricerca scientifica non resta a guardare: a Reading, in Inghilterra, la Procter&Gamble (che investe in ricerca e sviluppo oltre il 2 per cento del fatturato annuo) impiega un centinaio fra chimici, biologi e perfino antropologi per studiare la rasatura perfetta. Ogni mattina ottanta volontari si radono di fronte ai ricercatori, per aiutarli a trovare l’idea del futuro (i maggiori brand sono attualmente proprietari di poco meno di ottocento brevetti).

GLABRI OVUNQUE

E mentre non mancano passi falsi come il caso del rasoio laser Skarp, lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter come fosse un prototipo già pronto ma in realtà inesistente, ci si chiede dove andrà a finire la battaglia delle lame: dal primo rasoio usa e getta brevettato nel 1904 al bilama del 1971, fino alle attuali cinque o sei lame, la corsa ad aggiungerne è sempre più rapida e c’è chi ipotizza l’arrivo a breve di ben quattordici lame, se si riuscirà ad alleggerire i materiali di rasoio e lamette. Ma poi tutte queste lame servono davvero? Magari non sono indispensabili, tuttavia più lame aiutano a rasarsi non solo con maggior accuratezza, ma anche con più facilità e un minor rischio di traumi. Così si può fare a meno dei dopobarba alcolici usati per disinfettare le inevitabili micro-ferite.

C’è da dire che gli uomini ormai non si limitano a tagliare la barba: stime italiane indicano che il 44 per cento (con punte del 54 fra gli under 35) toglie i peli in altre zone del corpo come petto, spalle o gambe, mentre un’indagine di Matthew Truesdale, urologo dell’Università di San Francisco, ha dimostrato che negli Stati Uniti il 66 per cento ha provato almeno una volta la depilazione intima. E molti, soprattutto per spalle, braccia, gambe e torace, scelgono metodi che promettono risultati permanenti. Oggi, in Italia, tra chi si depila “per sempre” 3 persone su 10 sono maschi. Si usano la luce pulsata o diversi tipi di laser. Agiscono sfruttando il fatto che alcuni tipi di luce vengono assorbiti soltanto dalla melanina dei peli: l’energia luminosa assorbita quindi “brucia” il pelo, letteralmente, alla radice. Esistono i laser ad alessandrite, ottimi su chi ha la pelle chiara, quelli a neodimio-yag per pelli più scure, il diodo molto efficace sui bulbi piliferi; e oggi ci sono anche strumenti che li combinano tra loro. La durata del trattamento è variabile a seconda della tecnica e del caso specifico, ma soprattutto bisogna rivolgersi a un centro specializzato o a un dermatologo. Esistono infatti strumenti a luce pulsata che si possono usare da soli a casa, ma possono provocare macchie o piccole ustioni.

EVVIVA “L’EFFETTO SCIMMIA”?

Il neo di tutte queste tecniche è il costo, in genere abbastanza elevato, e la necessità di preventivare qualche mese di trattamenti regolari. Per questo, una buona fetta di uomini e donne in lotta con i peli propende per i metodi “classici”: creme depilatorie e cerette (le prime contengono acidi che liquefano letteralmente il pelo e le seconde, nonostante le “ricette” dei prodotti più nuovi contengano ingredienti per lenire il fastidio, implicano sempre un doloroso strappo).

Voler essere glabri a tutti i costi può quindi avere un prezzo, anche perché se i peli ci sono a qualcosa servono, soprattutto in alcune parti del corpo dove sono particolarmente folti: la ginecologa Tami Rowen dell’Università di San Francisco ha dimostrato che, nel caso dell’area genitale, molte donne si depilano pensando che sia più igienico ma nella realtà è vero il contrario, perché i peli mantengono adeguate condizioni di umidità nella zona, impedendo il proliferare di lieviti e funghi. Così, c’è perfino chi resiste alla moda di eliminare i peli a tutti i costi, anche dove paiono meno indispensabili come sulle gambe o sulle braccia: dalla campagna “Januhairy” (gennaio peloso), partita quest’anno dall’Inghilterra per rivendicare il diritto a non essere per forza lisce come Barbie, all’iniziativa “Get Hairy February” (pelosa in febbraio) delle australiane, che sprona le donne a stare per almeno un mese senza rasoi o cerette.

La rivalsa del pelo, insomma, sta iniziando proprio da chi lo combatte da tempo con ogni mezzo. E forse non ne può più di questa infinita guerra.

UNA LUNGA LOTTA

La lotta contro i peli è iniziata molto tempo fa: perfino i primi europei cercavano di togliersi peli e barba con conchiglie, pietre affilate o denti di animale, perché quando i lunghi peli bagnati congelavano per il freddo procuravano dolorosi geloni. Nell’antico Egitto ci si depilava (dappertutto, anche le sopracciglia) perché essere glabri era sinonimo di purezza di spirito: così le antiche egiziane già eliminavano i peli con pietra pomice e cera d’api, mentre gli uomini avevano a disposizione piccoli coltelli in rame a lama ricurva. Con Alessandro Magno, che voleva i suoi soldati sbarbati perché non rischiassero intoppi negli scontri corpo a corpo, arrivò il rasoio richiudibile, per non farsi male portandolo con sé; fra gli antichi Romani la rasatura era comune e perfino i barbuti Vichinghi usavano rasoi. Per quello d’acciaio a serramanico si deve aspettare la fine del 1600, mentre nel 1700 fu inventato il classico “tagliagola” da barbiere, e il primo rasoio a “T”, simile a quelli attuali, fu messo a punto a fine Ottocento. Il primo rasoio con due lamette parallele (1971) è un brevetto Gillette: studi sulla rasatura avevano dimostrato che la lama, oltre a tagliare il pelo, lo solleva leggermente dal bulbo, per cui la seconda, subito accanto, consente di radersi più a fondo. Nello stesso anno arrivò anche il primo rasoio usa e getta (Bic).

TUTTI I METODI PER TOGLIERLI RASOIO

Che sia manuale o elettrico, pensato per i peli della barba o per la peluria femminile, prevede sempre la presenza di lamette che tagliano il pelo superficialmente. La ricrescita è quindi molto rapida.

CREMA DEPILATORIA: Contiene acidi e altre sostanze che “sciolgono” la proteina più abbondante nei peli, la cheratina, consentendo di eliminarli in pochi minuti. Anche in questo caso non si intacca il bulbo pilifero, perciò il pelo ricresce subito.

PINZETTA O FILO DI COTONE: Ogni singolo pelo viene afferrato ed eliminato, con la pinza o attorcigliandoci intorno il filo. Utili per eliminare pochi peli, che poi per molto tempo non ricrescono.

CERETTA A CALDO O A FREDDO: Gli ingredienti sono vari (ci sono anche quelle casalinghe a base di zucchero), ma tutte hanno una consistenza appiccicosa e si incollano ai peli, che vengono portati via “a strappo”. Molti peli vengono via dalla radice, per cui l’effetto è duraturo.

EPILATORI ELETTRICI: Hanno pinzette, spirali o dischi che si muovono molto velocemente, afferrando e strappando i peli alla radice. La ricrescita è quindi lenta, ma capita che i peli si spezzino e quindi non siano tolti del tutto; è un metodo doloroso come la ceretta.

EPILAZIONE LASER: La luce laser viene assorbita dalla melanina, il pigmento scuro presente nei peli e nei follicoli, e così li scalda fino a eliminarli. Agendo anche sul follicolo, elimina i peli in maniera definitiva dopo un numero variabile di sedute che dipende dalla quantità e dal tipo di peli.

LUCE PULSATA: Il concetto è lo stesso dell’epilazione laser, cambia però lo strumento che consente il trattamento di aree più vaste. Funziona solo se c’è un buon contrasto fra colore della pelle e del pelo.

PAESE CHE VAI, PELO CHE TROVI

EUROPA: secondo un recente sondaggio, le francesi si depilano soprattutto perché è la società a richiederlo, mentre il 74% delle russe lo fa per se stessa. Solo il 10% delle donne europee pensa che non depilarsi le gambe sia giusto e opportuno; il 54% si sentirebbe più a disagio con i peli che se avesse smagliature o cicatrici. Quanto ai peli pubici, invece, molte li lasciano (secondo un sondaggio del Daily Mail solo il 10% delle europee li toglie del tutto, la metà li lascia come sono). Fra gli uomini, gli spagnoli sono i più depilati seguiti dagli italiani (indagine su 2.500 uomini di 5 Paesi europei).

STATI UNITI: l’85% delle donne si rade l’inguine e il 66% degli uomini lo ha fatto almeno una volta. E dagli Stati Uniti arrivano anche le mode più strane in materia di depilazione, come gli “styling” dei peli genitali fino a vere e proprie acconciature pubiche per lui e lei.

GIAPPONE: nella tribù degli Ainu (che vivono nell’isola di Hokkaido) gli uomini sono molto pelosi e hanno la tradizione di far crescere la barba molto lunga, fino alla cintura. Tutti gli altri giapponesi sono in genere poco pelosi, così anche quelli che hanno peli spesso li eliminano con metodi definitivi come il laser. Altrettanto malvisto è il pelo dalle donne: difficile trovarne di non depilate perfettamente.

MEDIO ORIENTE: i musulmani portano la barba lunga, così come gli ebrei ortodossi, per motivi religiosi. Sempre per motivi religiosi i musulmani, indipendentemente dal sesso, devono radere pube e ascelle ogni 40 giorni, mentre le donne non devono depilare le sopracciglia.

INDIA: i peli femminili non sono benvisti e le donne si depilano accuratamente anche con le tecniche più tradizionali, per esempio il filo di cotone o seta.

CINA: in generale la popolazione ha pochi peli per motivi genetici e non c’è perciò una “lotta al pelo” come altrove; non è raro vedere donne non depilate, ma anche in questi casi la quota di peluria è mediamente minima. Lo stesso discorso vale per la barba e la peluria degli uomini.

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