Home » Come un francese qualunque divene re di Svezia

Come un francese qualunque divene re di Svezia

by Lettere21

A dire la verità, Jean-Baptiste Bernadotte non era proprio uno qualunque. Sua moglie era una ex fidanzata di Napoleone e la sorella di lei era cognata dell’Imperatore

Tra le storie degli innumerevoli personaggi che hanno accompagnato l’epopea di Napoleone, quella di Jean-Baptiste Bernadotte è senz’altro una delle più straordinarie. Jean-Baptiste era il figlio di un semplice avvocato. Nato nel 1763 a Pau, un paesino ai piedi dei Pirenei, dovette arruolarsi a soli 17 anni perché la morte del padre aveva lasciato la famiglia senza risorse economiche. Poiché non era nobile, nell’esercito tradizionale dell’Ancien régime non aveva nessuna possibilità di diventare ufficiale e, infatti, allo scoppio della Rivoluzione francese nel 1789 era solo sergente. Dal quel momento in poi, però, la sua carriera fu rapidissima, tanto che nel 1794 era già generale. Nella campagna d’Italia del 1796 conobbe Napoleone, al quale lo legarono subito sentimenti contraddittori: da un lato, non poteva non ammirarne il valore e il genio militare, dall’altro intuiva che il generale corso aveva una ambizione sconfinata e che non era poi così convinto delle idee repubblicane di cui invece lui all’epoca era un sostenitore assoluto.

Una svolta decisiva della sua vita fu il matrimonio con Désirée Clary, il 17 agosto 1798. Désirée era stata per pochi mesi, nel corso del 1795, la fidanzata di Napoleone, ma soprattutto era la sorella di Giulia, che invece aveva sposato nel 1794 uno dei suoi fratelli, Giuseppe. Così Désirée era una parente di colui che sarebbe diventato l’uomo più potente di Europa e, in qualità di moglie, fece entrare Bernadotte nel cerchio magico del futuro Imperatore dei francesi. Date le sue origini còrse, Napoleone teneva in grande onore i legami familiari: collocò i parenti in posizioni prestigiose, anche in evidente contrasto con le loro reali capacità. Così si spiegherebbe l’atteggiamento benevolo che ebbe verso Bernadotte, nonostante i suoi errori militari e perfino i suoi tradimenti.

Valoroso a fasi alterne

Come soldato, Bernadotte alternava momenti di grande valore ad altri in cui sembrava perdere il contatto con la realtà. Nella grande battaglia di Austerliz del 1805 contro i russi e gli austriaci, per esempio, comandava il I Corpo d’armata al centro dello schieramento francese e assolse perfettamente il compito di sfondare le linee nemiche garantendo la vittoria; contro i prussiani nel 1806 a Jena, invece, vagò avanti e indietro sul campo di battaglia senza concludere nulla tanto che Napoleone fu sul punto di spedirlo davanti alla corte marziale. Per riscattarsi da questa figuraccia, Bernadotte si impegnò a fondo nell’inseguimento dei nemici per tutta la Germania, sconfiggendoli più e più volte fino quando non si arresero in massa a Lubecca. In questa città, situata sulle rive del Baltico, si trovava anche una divisone di truppe svedesi, inutilmente inviate per sostenere la coalizione antinapoleonica.

Quando i soldati francesi si abbandonarono al saccheggio, Bernadotte scese di persona in campo per salvare gli svedesi dalle inutili violenze dei vincitori. Questo episodio ebbe un grande peso nella sua storia futura. Nonostante in seguito fosse nominato governatore delle città del Baltico e avesse ricevuto l’ordine di invadere la Svezia, sospese di sua iniziativa le ostilità quando seppe che il peggior nemico di Napoleone in quel Paese, il re Gustavo IV, era stato deposto da una rivolta dopo che aveva condotto il regno alla sconfitta contro la Russia, perdendo tutto il territorio della Finlandia. Comunque, il punto peggiore della carriera militare di Bernadotte coincise con la grande e sanguinosa battaglia di Wagram del 1809, quando venne destituito sul campo da Napoleone stesso per aver abbandonato una posizione strategica. La sua stella sembrava spenta.

Erede al trono a sorpresa

Del tutto inaspettatamente, invece, nel 1810 Bernadotte venne scelto come successore della corona svedese. La rivolta che aveva deposto re Gustavo IV aveva portato sul trono il suo vecchio zio, Carlo XIII, all’epoca un sessantenne con un trascorso da libertino. Il problema era che Carlo non aveva eredi e quindi la dinastia svedese rischiava di estinguersi. La soluzione venne trovata “adottando” un principe danese, il duca di Augustenburg, che però morì poco dopo, cadendo da cavallo per un infarto in un’esercitazione militare (28 maggio 1810). Carlo XIII avrebbe voluto consegnare la corona al fratello del duca di Augustenburg e inviò a Parigi il giovane conte Carl Otto Mörner (1781-1768) con l’ordine di convincere Napoleone ad accettare la sua scelta. Il conte Mörner, però, apparteneva al gruppo di politici svedesi convinti che solo una forte alleanza con la Francia avrebbe salvato la Svezia dalla Russia. Perciò, in accordo con due diplomatici svedesi, il conte Wrede e il console generale Seigneul, si impegnò a presentare Bernadotte a Napoleone come candidato al trono svedese. La scelta cadde su di lui sia perché si sapeva dei suoi legami con l’Imperatore sia perché il maresciallo di Francia si era guadagnato la popolarità in Svezia dopo l’episodio di Lubecca. Bernadotte alimentò l’equivoco, facendo credere agli ingenui svedesi di essere il candidato preferito di Napoleone, che invece avrebbe voluto vedere sul trono svedese il re di Danimarca, Federico VI. Quando venne informato, l’Imperatore reagì alla notizia con freddezza, ma non si oppose alla carriera di uno della famiglia. Tentò di far giurare a Bernadotte che non avrebbe mai preso le armi contro la Francia, ma quando questi gli fece notare che sarebbe diventato a tutti gli effetti svedese, lasciò perdere. Pare che le ultime parole che gli rivolse fossero un bisbiglio: «Va! I nostri destini saranno presto compiuti!»

Il colpo di scena fu accolto con grande sorpresa da Carlo XIII che vi si oppose con tutte le forze, gettando in galera sotto accusa di tradimento il povero Mörner non appena tornò in patria. Tuttavia, l’idea piaceva alla Dieta svedese, sedotta dall’idea di avere sul trono un vero soldato che avrebbe difeso il Paese dai russi, e il 21 agosto 1810 Bernadotte fu nominato principe della corona svedese. L’ormai ex maresciallo di Francia abiurò prontamente alla fede cattolica (la Svezia è luterana) e arrivò a Stoccolma il primo novembre, prendendo le redini del potere.

Non una, ma due corone

Quando Napoleone si imbarcò nella spedizione di Russia e cercò di coinvolgerlo, chiedendogli di piombare da nord su San Pietroburgo, Bernadotte si rifiutò e strinse un accordo con i russi. L’Imperatore fu sconfitto e Bernadotte schierò la Svezia contro di lui in cambio della annessione della Norvegia. Nella battaglia di Lipsia, Bernadotte giocò un ruolo chiave e portò in premio al suo Paese l’unificazione della penisola scandinava sotto Stoccolma. Nel 1818, alla morte di Carlo XIII, divenne re di Svezia con il nome di Carlo XIV e re di Norvegia con quello di Giovanni Carlo III, fondando una dinastia che arriva fino a oggi.

Potrebbe piacerti anche

Leave a Comment

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00