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Confetture e Marmellate, con loro la tua colazione è ricca di energia

by Lettere21

Fanno parte dell’alimentazione dell’essere umano fin dall’antichità. Un tempo venivano preparate in casa, oggi sono per la maggior parte di produzione industriale. Impariamo a conoscerle per acquistare il prodotto migliore

Il termine marmellata deriva dal portoghese “marmelo”, mela cotogna. Marmelo deriva a sua volta dal greco: grazie al ricettario romano attribuito ad Apicio (25 a.C. – 37 d.C.), sappiamo che già i Greci usavano bollire le mele cotogne con il miele, per ottenere una conserva detta “melimelon”, mela di miele. Alcuni documenti dimostrano l’esistenza di prodotti derivanti dalla cottura di frutta e miele anche nel Medioevo, e la stessa preparazione della frutta veniva utilizzata anche nel XVI secolo dai conquistatori spagnoli in America.

Oggi, con il termine marmellata si identificano i prodotti fatti con gli agrumi (arance, limoni, mandarini, cedro, bergamotto), mentre quelli realizzati con gli altri frutti si chiamano confettura. Ricordiamo che per legge la frutta deve rappresentare almeno il 20% del totale nelle marmellate, il 35% nelle confetture e il 45% nelle confetture extra. Inoltre, un buon prodotto non dovrebbe contenere coloranti e conservanti: l’unico additivo utilizzabile è la pectina, una fibra solubile presente nella frutta fondamentale per il processo di gelificazione e con proprietà anti stitichezza.

È un prodotto di qualità?

Per quanto riguarda confetture e marmellate, leggere l’etichetta è sempre molto importante. Ma alcune caratteristiche per riconoscere un buon prodotto devono essere valutate da occhi, naso e bocca. Ecco perché…

  • Osservando il vasetto occorre controllare che il prodotto occupi almeno il 90% del contenitore.
  • Alla prima apertura il tappo deve opporre una certa resistenza, per segnalare che il prodotto è stato conservato bene. Attenzione: il tappo non deve presentare gonfiori, se ci sono il prodotto non è stato preparato e/o conservato in modo idoneo e può essere tossico.
  • Una volta aperto il vasetto l’odore percepito dovrebbe ricordare il frutto con cui il prodotto è stato preparato. Mentre il gusto deve avere le caratteristiche della frutta matura, considerando che la cottura e lo zucchero (o altro dolcificante utilizzato) modificano in parte il sapore del frutto fresco. Attenzione: la confettura o marmellata non deve essere troppo dolce, né avere un sapore acido, amaro, metallico o di muffa.
  • La marmellata e la confettura vengono conservate in vasetti di vetro sottoposti a sterilizzazione e sotto vuoto.
  • I prodotti artigianali come quelli industriali possono essere conservati in dispensa finché il contenitore non è stato aperto. Vanno poi riposti in frigorifero e consumati entro pochi giorni se la marmellata non contiene zucchero, fino a 3 settimane se lo contiene.

I valori nutrizionali

Marmellate e confetture sono fonti di zuccheri, fibre e sali minerali, mentre le vitamine della frutta vengono in gran parte distrutte dalla lunga cottura. Gli apporti calorici sono variabili: tra le 60 kcal e le 300 kcal per 100 g. L’etichetta del prodotto deve obbligatoriamente riportare alcuni dati, fra cui la quantità di zuccheri presenti in 100 g di prodotto e la quantità di frutta utilizzata.

Come utilizzare le informazioni di queste pagine

  1. I prodotti selezionati: si tratta di 2 confetture, 1 marmellata e 1 composta.
  2. Perché sono stati scelti: sono rappresentativi di ciò che trovi più facilmente in commercio. Tuttavia, nella stessa categoria ci possono essere prodotti con ingredienti e valori nutrizionali diversi rispetto a quelli indicati nelle etichette qui presentate.
  3. Come devi comportarti al momento della spesa: dopo aver fatto esperienza con la lettura delle etichette, basterà leggere quella del prodotto che vuoi acquistare e valutare se è adatto alle tue esigenze.

Confettura al 60% di frutti di bosco

La quantità di frutta utilizzata per questa confettura fa sì che il prodotto possa essere definito extra (per essere tale deve contenere almeno il 45% di frutta). Lo zucchero aggiunto, al secondo posto, è contenuto in misura inferiore al 35%, in quanto nella marmellata è presente anche pectina. Attenzione però allo sciroppo di glucosio-fruttosio, per il quale vale quanto detto per lo sciroppo di mais (vedi pag. 13), soprattutto in relazione al fatto che se i prodotti che lo contengono vengono consumati regolarmente (e, come sapete, chi usa la marmellata a colazione lo fa) causano nel tempo diabete.

Pectina: un antidoto contro sostanze nocive e sovrappeso

La pectina è una fibra solubile usata per rendere più dense le marmellate. Questa fibra assorbe nello stomaco varie sostanze nocive, ma anche una parte di grassi e zuccheri ingeriti (quindi di calorie, il che la rende utile in presenza di sovrappeso), per eliminarli poi con le feci. Tuttavia non bisogna esagerare nel suo consumo, per evitare che assorba anche vitamine e minerali, privandone il corpo che invece ne ha bisogno. Le dosi contenute in confetture e marmellate non creano problemi.

Confettura light senza zuccheri aggiunti all’albicocca

Apparentemente un buon prodotto, con il 60% di frutta e succo di acerola ricco di vitamina C. In realtà, nella confettura sono presenti ciclammato di sodio, saccarinato di sodio e sorbato di potassio (quest’ultimo molto usato anche negli integratori liquidi) che possono avere effetti collaterali per la salute, dalla diarrea allo scatenare reazioni allergiche di cui poi non si capisce l’origine… Meglio evitarla, soprattutto per bambini e adolescenti.

Marmellata di arance amare

Abbiamo dato una buona valutazione a questo prodotto, anche se al primo posto in etichetta c’è il succo di mela anziché le arance amare (questo significa che il succo di mela è l’ingrediente presente in maggiori quantità), perché è comunque una buona fonte di potassio (di cui il succo di mela è ricco) drenante e diuretico. Se ci fosse stato zucchero, questo avrebbe fornito solo calorie vuote, cioè prive di vitamine e sali minerali e avrebbe “impoverito” le caratteristiche nutrizionali di questa marmellata. Infine, gli ingredienti usati provengono da coltivazioni biologiche. Nel suo complesso, quindi, il prodotto è privo di elementi tossici.

Composta extra a base di kiwi

Le composte di frutta per essere chiamate tali devono seguire una regolamentazione particolare, ovvero la quantità di frutta presente in 100 g di prodotto deve essere di almeno 65 g (il 65% del peso totale), altrimenti rientrano nella categoria delle confetture o delle marmellate. In questo caso il prodotto supera abbondantemente la richiesta del legislatore (47% di kiwi e 28% di pera, per un totale di 75% di polpa di frutta). Inoltre, non sono presenti additivi, edulcoranti di sintesi né altri ingredienti che possano nuocere alla nostra salute. E il prodotto è bio, fatto da non sottovalutare!

Succo d’uva concentrato: un dolcificante naturale

Il succo d’uva concentrato si ottiene dalla cottura protratta per lungo tempo del succo dell’uva. Ha un maggior potere dolcificante rispetto allo zucchero e un elevato tasso zuccherino, il che non lo differenzia in realtà più di tanto dallo zucchero normale per quanto riguarda la glicemia nel sangue. Va detto però che questo dolcificante naturale fornisce anche antiossidanti, potassio e altri microelementi utili per l’organismo, sostanze che zucchero ed edulcoranti chimici non apportano.

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