Home » Dentro… le superspezie

Dentro… le superspezie

by Lettere21

Curcuma, zenzero e ginseng sono un rimedio per molti disturbi (si dice). Ma è vero? Quasi mai, dimostrano le ricerche

Curcuma e zenzero sono senza dubbio le spezie più in voga del momento: negli ultimi anni hanno conquistato la gastronomia italiana che si è inventata biscottini gialli e risotti di pesce al sapore orientale. Per non parlare del ginseng, sempre più presente nelle tisane. Ma davvero, oltre che esotiche, queste spezie sono benefiche per la salute? No, probabilmente no. Anzi: quasi certamente no.

NIENTE MIRACOLI. Curcuma, zenzero e ginseng, sono tutti e tre rizomi, vale a dire fusti sotterranei che per la pianta hanno funzione di riserva. Ne usiamo queste parti che fanno radici, mentre nella porzione esterna il fusto butta le foglie. Hanno un’altra cosa in comune: «nei Paesi asiatici da cui provengono hanno usi tradizionali legati alla salute. In Europa queste spezie vengono importate da secoli, come altre di origini lontane, dalla noce moscata alla cannella: prova ne sia che il géngiovo (l’antico nome dello zenzero) compare nelle novelle del Decamerone di Boccaccio. Ma è in questi ultimi anni che i tre rizomi si sono imposti sul mercato seguendo il trend delle cucine orientali e l’illusione che si tratti di alimenti “curativi” capaci di prevenire malattie. La curcuma in particolare è stata considerata quasi una medicina, ottima per disturbi di ogni tipo, dai tumori alla calvizie. Ma le sue presunte proprietà mediche derivano da un errore sperimentale: nel 2017 uno studio dell’Università del Minnesota ha dimostrato che la curcumina (la sostanza considerata curativa contenuta in questa spezia) falsa i test di laboratorio, per cui i risultati ottenuti (alcuni dei quali in seri studi scientifici) non sono validi. Non solo: un’altra ricerca ha dimostrato che non abbassa né il colesterolo, né il livello di lipidi nel sangue (come invece a volte si sente dire). Insomma, nessun effetto come farmaco. A completare il quadro, c’è un altro dato: se anche avesse effetti biochimici, la curcumina non potrebbe esercitarli, dato che non viene assorbita dall’intestino. Colora però gli alimenti, tant’è vero che è il colorante E100, il primo nella lista degli additivi alimentari.

EFFETTI LIMITATI. Anche allo zenzero sono stati attribuiti poteri medici. Eppure, negli studi scientifici non ha mai dimostrato di avere particolare efficacia su molte condizioni cliniche. Ha solo un’azione molto limitata sulle osteoartriti e se corregge gli eccessi di colesterolo nel sangue lo fa più o meno tanto quanto lo farebbe una dieta sana. Può, sì, limitare la nausea in chi è in chemioterapia o ha avuto un lungo periodo post-operatorio, come ha dimostrato una ricerca condotta alla Mahidol University di Bangkok (Thailandia), ma su altre forme di nausea (come quella da gravidanza) in realtà sembra non agire affatto. Anche il ginseng, nelle medicine asiatiche tradizionali, è considerato una vera panacea, in grado di guarire pressoché tutto, di far sopportare stress fisici e psichici, e di avere persino poteri afrodisiaci. Ma è vero? Quest’ultimo potere non è dimostrato, mentre sui suoi effetti su altri aspetti del metabolismo sono stati trovati risultati contrastanti. Di certo si sconsiglia l’uso a lungo termine, perché eccitante (a chi è ipersensibile può dare insonnia e tachicardia anche a dose molto piccola). Ed è controindicato per chi soffre di malattie del sangue o ha problemi di pressione arteriosa (alta o bassa).

DOVE SI COLTIVANO

La curcuma (foto) è originaria dell’India e della Cina. Oggi si coltiva nelle aree del pianeta con clima tropicale umido ed è universalmente conosciuta come l’ingrediente principale della miscela di spezie che noi chiamiamo curry. E c’è chi per il suo caratteristico colore giallo la chiama “zafferano delle Indie”. Anche lo zenzero, è nativo delle regioni umide dell’Asia Sud-orientale, ma si è adattato bene ad altre zone tropicali, e per questo oggi si coltiva dalla Giamaica al Brasile all’Africa Occidentale. Il più esigente come coltivazione è però il ginseng. Va coltivato all’ombra, senza che le piante prendano il sole diretto.

IL PIÙ COSTOSO AL MONDO

La pianta del ginseng dà il frutto più caro che esista (soprattutto rispetto al suo peso): nella regione cinese di Hebei, i frutti vengono fatti crescere dentro calchi per dare loro l’aspetto di volti di neonati o di piccoli Buddha. Il prodotto viene venduto a cifre da capogiro (ben 8 dollari per ogni bacca).

Potrebbe piacerti anche

Leave a Comment

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00