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Dimmi come scrivi e ti dirò cosa farai

by Lettere21

Come tracciamo le lettere? In quale direzione? Occupiamo tutto il foglio o lasciamo spazi vuoti? La scrittura rivela quali sono le nostre inclinazioni. Per questo si sta diffondendo la pratica di inserire nei colloqui di lavoro un’analisi della grafia del candidato

Vi trovate a un colloquio di lavoro. L’esaminatore analizza il curriculum, chiede i vostri interessi, le capacità, le inclinazioni. Tutto normale, finché non vi presenta un foglio bianco e vi fa scrivere una decina di righe su un argomento a caso. Eccentrico? Solo qui. Nel resto d’Europa, infatti, è ormai consolidata la pratica di inserire nei colloqui di lavoro un’analisi della grafia del candidato: in Francia è usata in oltre il 50 per cento dei casi, in Olanda nel 24. Una scrittura decisa, con tratti fermi ed energici rivela una persona incline alla leadership, mentre lettere con una certa rotondità sono indice di un’intelligenza emotiva sviluppata e quindi per esempio adatta al contatto con i bambini. Voi invece scrivete alternando lettere rotonde a tratti spigolosi, mantenendo un certo equilibrio tra le forme? Avete una personalità in grado di prendere decisioni ponderate e allo stesso tempo intuitive. Potreste diventare Papa, visto che la scrittura di Giovanni Paolo I mostrava proprio queste caratteristiche. La scrittura è un comportamento espressivo altamente individuale che parla della persona, esprimendone le caratteristiche e, dunque, fornendo indicazioni anche su quali sono le modalità con cui osserva la realtà, analizza i problemi, reagisce a stimoli e situazioni.

Dalla scrittura si evidenziano le risorse professionali della persona e si possono definire i contesti e le tipologie di attività in cui l’individuo può meglio mettere a frutto i suoi punti di forza. La grafologia è una cosa seria, è la disciplina che studia il gesto grafico. È complessa, perché alla sua definizione contribuiscono tanti fattori: bisogna tenere conto, infatti, degli aspetti neurologici, psichici e fisici di chi scrive, ma anche di quelli relativi alla posturache può modificare il modo di scrivere e mutarlo nel corso degli anni. Senza dimenticare l’aspetto emotivo e cognitivo: fattori importanti per completare il profilo dell’individuo. Osservare come sono scritte le singole lettere è inutile se non si analizza l’insieme prima di giungere alla conclusione dell’analisi e determinare la posizione professionale del candidato.

Se non lasciate spazi bianchi o scrivete storto

Anche la gestione dello spazio bianco del foglio esprime cose significative: l’ordine, il rispetto dei margini o l’invasione della pagina suggeriscono il modo in cui il soggetto si organizza, mentalmente e praticamente, e quanto questa organizzazione sia rigida o flessibile, capace di adeguarsi alle circostanze e in grado di affrontare situazioni in rapido cambiamento.

Se scrivete mantenendovi aderenti a un rigo ideale (il foglio deve essere sempre bianco, senza quadretti o righe, proprio per evidenziare le inclinazioni della scrittura senza condizionamenti), potete ritenervi capaci di portare avanti i compiti assegnati. Se invece tendete a salire verso l’alto, evidenziate la spinta di una carica di entusiasmo che sostiene l’impegno professionale e lo sforzo nel raggiungere le mete desiderate. Sono solo generalizzazioni, ogni grafia è un caso a sé e non esistono significati univoci: è sempre l’intero contesto che va osservato e l’interpretazione non può prescindere dal valutare l’interazione fra i diversi elementi.

Oltre all’analisi vera e propria dello scritto, infatti, è necessario avere un quadro cronologico, cioè un insieme di scritti realizzati in diversi tempi, per evidenziare l’evoluzione della scrittura in base all’età. Utili anche due tipologie di testi: uno come esempio di “scrittura per se stessi” (appunti, diario) che esprima la personalità individuale, l’altro come campione di “scrittura per gli altri” (lettere formali, curriculum) per vedere come ci relazioniamo con il prossimo.

Gruppi di lavoro migliori

L’analisi della grafia in ambito professionale, quindi, aiuta a scoprire attitudini e predisposizioni, ma in molte parti del mondo stenta ad affermarsi: secondo l’indagine del Gruppo intersettoriale direttori del personale Human resources director association, su un campione di 88 aziende solo il 6 per cento la utilizza come strumento di selezione e per lo più per scegliere figure di quadri, impiegati e dirigenti. Molti imprenditori conoscono il prezioso contributo dell’analisi della grafia e se ne servono non solo per la scelta dei candidati, ma anche per comprendere come meglio valorizzare le risorse interne, comporre i gruppi di lavoro, individuare i fabbisogni formativi, sviluppare potenzialità e compensare eventuali carenze. Qua, purtroppo, la grafologia è invece ancora vittima di svalutazioni da parte di chi, ignorandone i fondamenti, la accomuna alle pratiche esoteriche o la confonde con la chiromanzia. Colpa spesso degli articoli sensazionalistici dei media, ma anche dell’operato di grafologi, o sedicenti tali, poco seri.

Anche la firma parla di noi

La nostra firma è un elemento importante per poter fare una completa analisi grafologica ma non deve essere mai analizzato senza altri testi di riferimento, altrimenti la lettura è inattendibile. La firma è un gesto automatizzato, persino liberatorio, fatto senza controllo e, proprio per questo, in grado di raccontare in modo spontaneo ciò che siamo e come ci rapportiamo con gli altri. Può capitare che un testo scritto con una grafia accurata, chiara e controllata, termini con una firma veloce e slanciata. Questo indica potenzialità nascoste, vivacità, personalizzazione, prontezza di pensiero e di azione. Un testo caratterizzato da una grafia sobria, con lettere di piccole dimensioni, può essere completato da una firma ampia, arricchita da ricci e gesti esagerati. In questo caso si nota ambizione e pretesa di riconoscimento.

La grafologia aiuta anche i ragazzi a scegliere la scuola

La grafologia è utile per rilevare le capacità e le inclinazioni degli studenti e orientarli al  percorso di studi e al lavoro. È importante nel periodo adolescenziale: l’età in cui si sceglie la scuola superiore è infatti un momento difficile e conflittuale ed è raro avere le idee chiare e non essere influenzati da famiglia e amici. Purtroppo certe scelte si pagano con frustrazione e disamore e anche con la necessità di riorientarsi. Per esempio, la pressione forte sul foglio, il disordine tra le lettere e gli spazi, apparentemente senza metodo, denunciano creatività, slanci passionali e, di contro, una mancanza di attitudine per i lavori subordinati e sedentari. L’adolescente che scrive così potrebbe essere un futuro artista.

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