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Diventa naturale e ritrovi radici più salde

by Lettere21

Riallaccia i collegamenti con la natura, che si sviluppa solo a partire dal mondo interiiore, affidati a lui, stai alla larga dai modelli di perfezione. Solo cosi l’insicurezza, svolto il suo compito, ti lascerà libero

Quando un animale si addentra in un territorio sconosciuto, i suoi movimenti sono cauti e misurati. È consapevole di affrontare l’ignoto e af­ na tutti i sensi per conoscere e scoprire ciò che lo circonda. È vigile, pronto a tutto, timoroso e insicuro ma anche saldamente ancorato al suo istinto. Sa con certezza che solo af­ dandosi a ciò che è, alla sua natura, potrà avanzare verso ciò che gli serve e di cui ha bisogno. Questo sapere è innato, non nasce dai ragionamenti e, pur nell’incertezza, lo guida. Ecco perché, quando ti senti insicuro, hai bisogno di allontanarti dalla dimensione mentale, che si aggrappa all’esterno e alle false sicurezze, e avvicinarti all’istinto, alle tue radici. Quella sensazione di insicurezza vuole da te uno spostamento verso l’interno, verso ciò che ti appartiene profondamente, il tuo lato naturale e semplice. Per Corrado è stato così: solo quando ha portato l’attenzione al “dentro” ha scoperto la via per uscire da un momento di crisi che si trascinava da tempo.

Gli imprevisti

La sua è una vita di superlavoro nel mondo della ­finanza, sempre in velocità, con lo sguardo sempre rivolto ai risultati per dimostrare di essere un vincente. A casa c’è una famiglia a cui dedicare il resto del tempo, per far vedere di essere anche un bravo padre, come se fosse anche questo un obiettivo da spuntare alla ­ ne della giornata. Poi d’improvviso degli incomprensibili scoppi di rabbia iniziano a minare il campo su cui si muove. Si tratta, se ne rende conto, di reazioni esagerate rispetto agli eventi, infatti tenta di controllarle per timore dei giudizi e dei commenti. Ma gli attacchi sono più forti di lui e lo fanno sentire fragile e insicuro. La notte inizia a dormire male, rimuginando sulla sua vita e in psicoterapia afferma con certezza che questa sua rabbia è tutta legata a suo padre: da quando è morto (pochi mesi prima) si è accorto di quanto sia stato succube della sua ­ gura, severa ed esigente, che gli ha impedito di essere libero quando era il momento e gli ha sempre tarpato le ali.

La vittima

Adesso si sente di nuovo vittima ma non del padre: di questa rabbia che non sa come gestire e che vorrebbe eliminare. Ma oltre la rabbia, o accanto ad essa, durante la terapia emerge un’altra emozione a cui aveva fatto poco caso. Una tristezza profonda e malinconica, una nostalgia che inizia a uscire e si trasforma in lacrime. Corrado si ritrova a piangere come un bambino per piccole cose, davanti alla tv o mentre ascolta una canzone. Accanto al fuoco della rabbia, scorre ora l’acqua delle lacrime, un elemento opposto che sgorga dall’interno e chiede di essere accolto. Corrado crede, di nuovo, che anche le lacrime siano frutto della sua storia, legate al passato perduto, alle cose che non ha potuto fare da giovane, a «quel ragazzo che non tornerà più». Ma le emozioni sono sempre al presente, si attivano ora per la situazione di ora, anche quando prendono le sembianze del passato! Queste emozioni che sembrano creare solo insicurezza e disagio, stanno preparando il terreno per la sua crescita. Piano piano emergono fantasie di avventura: vorrebbe mollare tutto, cambiare vita e questo lo spaventa: «Non so più chi sono! Non mi riconosco più!». Corrado si sta muovendo in un territorio sconosciuto e la sua mente si sente minacciata, ma il suo lato profondo, che ­ nalmente trova spazio, gradualmente prende il timone. Quando arriva l’insicurezza Corrado esce a camminare: cammina nei boschi attorno a casa, si immerge nei colori e nei suoni e sente af­ orare una quiete mai provata. Percepisce i piedi sul terreno, il contatto con la terra, i sassi, la natura. Durante queste passeggiate raccoglie ­ fiori ed erbe, rami e pietre, li porta a casa e crea delle sculture assemblandoli, un promemoria per quando si sente a disagio.

Il viaggio

Quello di Corrado è un vero e proprio viaggio negli elementi e nella natura profonda che lo abita: dal fuoco della rabbia è arrivato a incontrare l’acqua delle lacrime, da lì è entrato nel regno dell’aria con le sue fantasie di fuga e di avventura, volando liberamente con l’immaginazione, per poi arrivare alla terra, nel contatto con la natura delle sue passeggiate e del suo creare. Ciò che sembrava distruttivo, che lo rendeva insicuro, è diventato il principio della sua sicurezza, un evento creativo che Corrado si è concesso di ascoltare.

LA PRATICA/ Cammina nel bosco e ascolta l’eco dentro di te

Esiste un’antica pratica giapponese chiamata Shinrin Yoku, tradotto con l’espressione “bagno nella foresta”, per evocare l’idea di un’immersione benefica nell’atmosfera della foresta. L’idea di fondo è che l’uomo, così come ogni altro essere, appartiene alla natura e alla terra e dunque, per stare bene ed evolvere, ha bisogno di entrare periodicamente in contatto con i suoi elementi. La foresta racchiude suoni, odori, colori e forme che sono un balsamo per l’essere umano che si predispone ad accoglierli. Questa pratica richiede poche cose: un bosco (anche un parco va bene, per chi vive in città), un po’ di tempo e la predisposizione ad aprirsi alla natura. Camminare lentamente, osservare, annusare e toccare, ascoltare suoni e rumori, sostare, essere presenti al momento: questo è tutto ciò che occorre fare per vivere l’esperienza del “bagno nella foresta” ed uscirne rinnovati e liberati dagli inquinamenti della quotidianità e del mentale.

LA TECNICA/ Immergi le tue emozioni nei quattro elementi

Per trovare la vera sicurezza interiore hai bisogno di uno sguardo che rispetti i codici della natura. Uno sguardo analogico, lontano cioè dalla logica, e vicino piuttosto al regno delle immagini, delle metafore e dei simboli, che sono i veri codici della psiche. Questo modo di affrontare le cose ti libera dal continuo senso di insicurezza che la mente inevitabilmente produce, con le sue affermazioni, i giudizi e i commenti. Ecco un metodo per metterlo in pratica.

• Per prima cosa inizia a osservare i tuoi stati emotivi sganciandoli dal reale: non dire più “sono arrabbiato con…; sono triste perché …; ho questo problema a causa di…”. Persone, eventi e situazioni sono solo gli inneschi di emozioni e sensazioni che appartengono alla tua interiorità. Ed è lì che devi rivolgerti, cominciando a riconoscere: sono arrabbiato. Sono triste. Provo un disagio. Senza cause, né progetti. A questo punto, percependo a fondo la tua emozione, associala a uno dei quattro elementi: quella che senti è un’emozione di fuoco? Oppure ti ricorda il movimento dell’acqua, il soffi o dell’aria, la concretezza della terra? Ciascuno di questi elementi ha moltissime sfumature che possono raccontare appieno ciò che provi. Sono energie universali che vivono nel mondo come nell’uomo: in esse puoi riconoscerti e rispecchiarti ma soprattutto puoi lasciare che agiscano, svolgendo la loro più intima funzione. Visualizza la tua emozione nella forma di questi elementi; se ti piace raccontala descrivendola, o disegnandola, e poi lascia che trovi uno spazio dentro di te. Osserva come evolve e si trasforma: forse un grande incendio di rabbia, dopo un po’, diventa un fuoco che arde in un camino o una scintilla che guizza libera; così una tristezza densa come il fango può diventare sabbia o trasformarsi in un ruscello limpido. Gli elementi comunicano tra loro e se ti affi di a queste immagini loro sapranno guidarti facendoti sentire al sicuro, perché hai saputo accogliere tutto ciò che ti abita proprio come fa la natura.

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