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Dove sono state le zanzare in inverno

by Lettere21

In “letargo” o come uova, questi insetti hanno superato la stagione fredda. E tornano a pungerci

Non tutti gli animali che annunciano il ritorno della bella stagione sono carini come le rondini. Alcuni sono decisamente più fastidiosi: come le zanzare, che sembrano materializzarsi attorno alle nostre caviglie mentre passiamo dai calzettoni ai calzoncini. Ma, finora, dove sono state? Vicine a noi, ma in una sorta di letargo, in una fase chiamata diapausa, oppure semplicemente acquattate nei nostri scantinati. In altri casi ancora, gli adulti sono scomparsi col freddo, ma hanno lasciato le uova pronte a schiudersi in primavera.

FEMMINE IN PAUSA

Qui ci sono molte specie di zanzare, che superano l’inverno con le diverse strategie a cui abbiamo accennato. Ma quelle che ci infastidiscono nelle zone abitate sono soprattutto due: la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus)», continua della Torre. La prima è la “classica” che ci punge dal crepuscolo e ci tormenta di notte. È presente in due forme: quella rurale (C. Pipiens pipiens) e quella urbana (C. Pipiens molestus). La rurale passa l’inverno in diapausa: una fase di arresto, in cui riduce il metabolismo e si nasconde in ambienti protetti, come grotte o tane di animali. Prima della diapausa la femmina smette di usare il sangue per la maturazione delle uova (le zanzare si nutrono di nettare, i maschi nemmeno pungono) e lo usa invece per accumulare riserve energetiche. Solo le femmine sopravvivono da un anno all’altro: i maschi vivono un paio di settimane, le femmine di norma 4-6, ma le ultime nate prima dell’inverno entrano in diapausa e sopravvivono anche 6 mesi. La continuazione della specie è assicurata, visto che le femmine hanno un organo in cui conservano gli spermatozoi dopo l’accoppiamento, da usare in seguito per fertilizzare le uova. La forma urbana di Culex pipiens, quella presente nelle città, non entra invece in diapausa. Non si “spegne” del tutto, si limita a ridurre l’attività e a posarsi in ambienti sotterranei con acqua stagnante, come gli scantinati allagati. Lì può deporre le uova, almeno una volta senza bisogno di procurarsi sangue. Se trova condizioni favorevoli, può capitare che si riattivi e vada in giro a pungere.

LA TIGRE CHE CI HA INVASO

La zanzara tigre invece è quella che riconosciamo per il colore scuro con bande bianche sul corpo e perché… ci punge anche di giorno. Solo le uova, nei nostri climi, superano l’inverno. Quelle deposte all’inizio della brutta stagione non si schiudono con il ritmo normale, ma entrano in diapausa: lo sviluppo dell’embrione è bloccato fino a primavera. Le uova sono resistenti (in diapausa sopravvivono a temperature sotto 0 °C): sono deposte al bordo dell’acqua e si sviluppano quando il livello sale, passando anche lunghi periodi “in secca” (la zanzara comune invece depone le uova in acqua, che non si deve asciugare). Così la zanzara tigre ha conquistato il mondo. Da noi è arrivata dall’Asia nel 1990, grazie alla globalizzazione: le sue uova viaggiano soprattutto nei copertoni usati trasportati nel mondo. Allo stesso modo sono arrivate altre specie invasive diurne come Aedes koreicus e Aedes japonicus: adattate a climi più freddi, si stanno espandendo nel Nord Italia e in centro Europa. La zanzara tigre ormai è ospite stabile delle nostre città, dove depone le uova nelle caditoie dei tombini (come C. pipiens) e in qualsiasi contenitore che si riempia d’acqua, come i sottovasi. Con l’allungamento delle giornate (la durata del giorno è il segnale principale per inizio e fine della diapausa) e l’aumento delle temperature, per uova e adulti è l’ora del risveglio. Dalle uova, in acqua, si sviluppano le larve delle zanzare comuni e tigre, tanto più velocemente quanto più alta è la temperatura. La disinfestazione in aree pubbliche si fa soprattutto contro le larve, nei tombini. Le zanzare sono vettori di virus. Le Culex trasmettono dagli uccelli all’uomo il virus della febbre West Nile. Le zanzare tigre possono diffondere virus responsabili di malattie tropicali, portati da viaggiatori, come chikungunya e dengue.

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