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Felici insieme, come abituare il mio cane a lasciarsi toccare

by Lettere21

Avere un cane che si lasci tranquillamente esaminare e accudire quando è necessario, anche da altre persone, è altrettanto importante che averlo sempre sotto controllo: ecco come arrivarci

Pochi ci pensano, sembra, ma anche la capacità di restare tranquilli e di lasciarsi docilmente esaminare o accudire da noi o da altre persone, ovviamente dietro nostra autorizzazione, fa parte delle fondamentali qualità di un cane educato e ubbidiente. Basta parlare con un veterinario o un toelettatore, per esempio, per scoprire come spesso una visita di routine, un bagno o una tosatura si tramutino in una specie di incontro di wrestling umano-canino. E, sinceramente, quanti proprietari possono controllare accuratamente zampe, denti, occhi, orecchi eccetera del loro compagno senza che questi si agiti, tenti di sottrarsi o, peggio ancora, li minacci? Vediamo come prevenire il problema.

Un fattore chiave: Quando la socializzazione cambia la vita

Un serio percorso di educazione del cane non può prescindere dal caposaldo rappresentato dalla socializzazione, sia verso i cani sia verso gli esseri umani. E la socializzazione, in realtà, deve prendere il via durante l’infanzia del cane, per diventare salda e ampliarsi poi al massimo, perciò la prima responsabilità in tal senso è nelle mani dell’allevatore, che deve favorire il più possibile il contatto dei cuccioli con esseri umani diversi da se stesso a partire già dalla terza settimana di vita dei piccoli, con tutte le cautele sanitarie del caso. Ma è poi compito primario dell’educatore e del proprietario rinforzare e ampliare al massimo la socializzazione verso il genere umano, qualsiasi età abbia il cane. Parte di questo processo dev’essere dedicata proprio a favorire la massima tranquillità del cane in fase di manipolazione da parte dei suoi famigliari o di chiunque sia autorizzato a farlo. Le tecniche sono semplici e possono essere applicate senza problemi, salvo casi particolari, da tutti coloro che sono in contatto col cane; in primis, quindi, i proprietari stessi. Esaminiamole, suddivise tra quelle destinate ai cuccioli e quelle idonee per soggetti più maturi.

Coccole molto utili: Con i cuccioli è più semplice, ma va fatto

Fin dal primo contatto con i proprietari in occasione delle visite prima di portarlo a casa, quindi già in allevamento, o qualunque sia il luogo dove vive, il cucciolo dovrebbe essere manipolato a fondo, sempre con la massima dolcezza, anche sollevandolo ma mai per le zampe, e tenendolo in braccio per pochi istanti, magari rovesciandolo a pancia in su per carezzargli il ventre. E questo offrirà tra l’altro anche qualche indicazione sulla docilità del suo carattere.

-Una volta a casa, le “coccole” che spontaneamente tutti gli dedicheranno saranno l’occasione migliore per abituarlo a essere toccato ovunque, comprese le zone più sensibili come l’area intorno alla bocca, i denti, le orecchie, gli organi genitali, le zampe (dita, interstizi tra le stesse, unghie e polpastrelli), i garretti, la coda e così via.

-Associando questo trattamento alla dolcezza dei gesti e alle parole di lode che pronunceremo, il cucciolo apprenderà rapidamente che essere toccati e manipolati è molto piacevole e costituisce in realtà una nuova versione delle cure parentali che la madre gli ha elargito fin dal primo istante di vita, classificandolo perciò come una cosa naturale.

Introdurre il contatto: L’adulto ha bisogno di maggiore gradualità

Mediante il percorso di educazione di base che ogni cane deve percorrere per vivere serenamente nel mondo, complesso, degli esseri umani, il nostro amico apprende, tra le altre cose, come eseguire posizioni chiave quali “seduto” e “terra”, e a mantenerle anche per periodi relativamente lunghi, alcuni minuti.

-In una fase abbastanza avanzata dell’apprendimento delle posizioni base, cioè quando il cane è già in grado di restare fermo abbastanza a lungo nella posizione richiesta, introdurremo anche interventi di contatto sociale: il proprietario, l’istruttore e gli altri partecipanti al corso, a turno, si avvicineranno al cane e, se questi accetta il contatto senza muoversi, gratificheranno la sua tranquillità con lodi e bocconi.

-All’inizio i contatti saranno limitati a brevi carezze in zone come il petto o sotto la gola, per poi estendersi gradualmente a tutto il corpo. Partendo dalla posizione di “terra”, insegneremo al cane anche a lasciarsi esaminare il ventre, introducendo un comando specifico (“pancia”, per esempio) che apprenderà sempre con il sistema del rinforzo positivo già impiegato per tutta l’educazione di base.

-Un cane adulto, inoltre, dovrebbe lasciarsi prendere in braccio tranquillamente, in caso di bisogno, sempre che il suo peso lo consenta e che la manovra sia compiuta correttamente. Ovviamente se l’adulto, da cucciolo, avrà usufruito del percorso di socializzazione e abituazione illustrato più sopra, tutto sarà più facile e spontaneo.

-Nel caso di soggetti che, invece, siano timorosi verso i contatti sociali per ragioni diverse, sarà prima necessario individuare le cause, introdurre i rimedi e solo dopo aver mitigato il problema potremo avviare una risocializzazione. Soggetti che non abbiano usufruito in alcun modo di una socializzazione verso l’uomo nel periodo sensibile, invece, molto difficilmente potranno accettare serenamente alcun tipo di manipolazione, salvo lievi contatti in zone poco sensibili e soltanto da parte di poche persone che conoscono molto a fondo e di cui si fidano.

Le mani non si usano a caso: Piccolo vademecum per un tocco perfetto

Strumenti principe del contatto fisico con il cane sono, ovviamente, le nostre mani. Sono “loro”, infatti, che ci permettono di accarezzare e manipolare con intensità diversa il corpo del nostro amico. Per usarle correttamente, però, è importante sapere che il cane ha aree con sensibilità differenti al contatto fisico. Possiamo suddividerle in tre tipologie che, per comodità, identifichiamo con tre colori diversi: rosso per le più sensibili, bianco per quelle meno reattive e… rosa, a significare un livello intermedio tra le altre due. Vediamo quali sono.

Zone rosse: includono il muso, il cranio, il profilo superiore del collo, le estremità degli arti, le anse intestinali (basso ventre) e la coda.

Zone bianche: il margine inferiore del collo, l’attacco degli arti anteriori e posteriori (spalle e cosce), la superficie del dorso e la radice della coda stessa.

Zone rosa: sono solo due, il petto e le facce laterali del tronco.

Altre cose da sapere: Ci sono dettagli che fanno la differenza

Abituare un cane alle manipolazioni spesso anche invasive necessarie per il suo benessere, come controllare che non vi siano corpi estranei tra le dita, nelle orecchie o in altri punti sensibili, così come fargli accettare che un estraneo lo tosi o, peggio ancora, che gli strappi il pelo con metodo, come avviene nel caso dello stripping indispensabile per alcune tipologie di mantello, non è difficile. Ma ci sono dettagli fondamentali da tenere a mente per evitare problemi. Ecco un elenco dei più importanti.

-Gesti calmi e sicuri aiutano moltissimo il cane a mantenere un atteggiamento tranquillo; mani che si avvicinano all’improvviso o si ritraggono come molle appena il cane dà un lieve segno di disagio, invece, sono il sistema migliore per innervosirlo.

-In caso di manifestazioni di dolore da parte del cane (guaiti, zoppia eccetera), prima di intervenire sinceratevi che non si tratti di un incidente serio: dolori forti inibiscono la capacità di autocontrollo… e non solo nei cani.

-Spazzola, pettine, guanto, spugna, forbici e qualsiasi altro strumento necessario ad accudire il cane dev’essere sempre adeguato al tipo di pelo e introdotto, all’inizio, in stretta associazione con rinforzi positivi (bocconi soprattutto), anche se alcune cure sono già di per sé gratificanti per il cane.

-Soggetti che abbiano subito esperienze traumatiche per motivi vari (incidenti, interventi chirurgici con decorso doloroso, maltrattamenti eccetera) possono facilmente manifestare timore verso i contatti fisici; è un atteggiamento normale che può essere affrontato con adeguati protocolli di modifica del comportamento messi a punto da un esperto.

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