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Ma… c’erano state davvero dischi volanti nell’antica Roma?

by Lettere21

Metti insieme un evento prodigioso, un pittore dalla vita misteriosa, un quadro singolare… Le congeture divantano molte

L’accadimento che dà inizio al tutto è la costruzione della basilica romana di Santa Maria Maggiore, considerata il più antico santuario mariano d’Occidente. La festa di questa chiesa ricorre il 5 agosto ed è ricordata nel Calendario Romano come Madonna della neve. Che cosa c’entra la neve ad agosto, a Roma? Tutto nasce da una leggenda, anzi dalla «più poetica e più gentile» delle tradizioni, per citare il giornalista e critico d’arte Diego Angeli (1869-1937).

Alle sue parole, tratte dal libro su Roma (Bergamo, 1908, ci affidiamo per spiegare meglio l’evento. «Il libro Pontificale nella vita di papa Liberio narra che la notte del 4 agosto, dell’anno 352, un certo patrizio di nome Giovanni sognò di aver veduto cadere la neve in un luogo dell’Esquilino accanto al Macellum Liviae. Essendosi recato dal papa Liberio e avendogli narrato il suo sogno, questi ne rimase turbatissimo, perché la stessa notte aveva sognato il medesimo prodigio. Allora senza porre tempo in mezzo, il papa ordinò una solenne processione e col patrizio Giovanni, seguito da una turba di monaci e di prelati, si recò giù per la via Merulana fin sul luogo indikato dalle visioni, che in fatti trovò tutto biancheggiante di neve. Con il suo stesso pastorale tracciò in quella neve il piano della nuova basilica, che dal suo nome venne detta Liberiana e che crebbe nei secoli in grande magnificenza».

Ecco come nasce quella celebre basilica: da un sogno fatto in contemporanea dal Papa e da un patrizio e da una nevicata sul colle Esquilino. Origini antichissime ancora oggi apprezzabili perché quella di Santa Maria Maggiore è l’unica basilica della Capitale che conserva la primitiva struttura paleocristiana, anche se con aggiunte successive.

UN PITTORE DALLA VITA MISTERIOSA

Da Roma passiamo in Umbria. Forse. Sembra che a Panicale, in provincia di Perugia, sia nato il celebre pittore Masolino. Di fatto, sebbene possa essere annoverato tra i pionieri della nuova Arte Toscana (per citare lo storico dell’arte Giovanni Pietro Toesca – 1877-1962), i primi quarant’anni della vita di Masolino sono avvolti dal mistero. Vasari afferma che il pittore sia originario di Panicale in Valdelsa, nel senese, ma di questo luogo non si ha alcuna traccia storica. Più probabilmente si tratta di Panicale, centro umbro che oggi è uno dei borghi più belli d’Italia ed è stato insignito della bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Non solo c’è il mistero sulle sue origini e sui suoi primi quarant’anni (cioè la quasi totalità della sua vita, visto che morì più o meno sessantenne), ma anche sui suoi lasciti, diciamo così. A lungo, infatti, Masolino da Panicale è stato ritenuto maestro di Masaccio, per quanto oggi la critica tenda a considerarli artisti allo stesso livello.

UN QUADRO DI MASOLINO SULLA FONDAZIONE DI SANTA MARIA MAGGIORE

Abbiamo il luogo (Santa Maria Maggiore a Roma) e il protagonista (Masolino da Panicale). Che cosa li lega? Una tempera su tavola opera proprio di Masolino che ha per titolo Fondazione di Santa Maria Maggiore. Realizzata tra il 1423 e il 1424, l’opera è oggi conservata al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.

Vi è rappresentata la leggenda della fondazione della basilica romana: c’è il Papa che con la zappa segna il contorno della zona coperta di neve per delimitare le fondamenta della chiesa. Attorno al pontefice diverse persone. In alto le immagini di Gesù e Maria inserite in un medaglione che osservano quanto accade. Tra la terra e il cielo, poi, una serie di nuvole. E proprio queste nuvole hanno destato l’attenzione di molti. Da un lato, come nota lo stesso Toesca, Masolino è sempre stato attratto dallo studio della prospettiva; dall’altro quelle nuvolette ordinate in una prospettiva semplice, con una forma così stranamente allungata e la pancia scura, fanno pensare a dischi volanti. La grande nuvola sul davanti sarebbe la navicella madre.

Supposizioni, interpretazioni, ma nulla di certo. In ogni caso, che nevichi ad agosto fa proprio pensare a cose di un altro mondo (anche se, ahimè, la situazione climatica, come ben sappiamo, è sempre peggiore… E qui non c’entrano gli Ufo, ma la nostra umanissima sconsiderazione).

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