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Manta Ray, il porto fluviale che si chiama come un pesce

by Lettere21

Somiglia a una manta il terminal per imbarcazioni progettato per la città di Seul in Corea. Sarà situato nelle acque del fiume Han: spettacolare ed elegantissimo, è autosufficiente dal punto di vista energetico ed è ecosostenibile

È stato pensato per la città sudcoreana di Seul dall’architetto Vincent Callebaut: è il progetto di un terminal galleggiante per imbarcazioni da costruire nel Yeouhido Park, una grande isola che dà sul fiume Han. Battezzato Manta Ray perché ricorda la forma sinuosa dell’omonimo pesce, ospiterà una foresta urbana ricca di vegetazione e biodiversità dimostrando che è possibile rispettare la vita del fiume consentendo alla fauna e “ora locali di prosperare.

Terminal a energia zero

La spettacolare struttura si articola su due livelli. Quello inferiore, una piattaforma galleggiante in grado di adattarsi a un innalzamento delle acque fino a 5 metri, fornirà un attracco sicuro ai più svariati tipi di natanti, dalle barche a vela ai traghetti. Il suo cuore, destinato a strutture didattiche e commerciali, spazi espositivi e centri di ristoro, è caratterizzato da grandi colonne in legno lavorate a nido d’ape che sorreggono il tetto curvilineo del terminal e ospitano al loro interno scale, ascensori vetrati e rampe elicoidali.

Un impianto per la produzione di biocarburanti, ricavati dal riciclo di rifiuti biodegradabili, fornirà energia alle attrezzature. Dal livello superiore, ricco di giardini, orti e frutteti, si godrà una vista mozza!ato sul fiume. A garantire il fabbisogno energetico al complesso provvederà una serie di strutture coniche rivestite di pannelli fotovoltaici e sormontate da turbine eoliche.

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