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Se l’ufficio è nel tuo soggiorno

by Lettere21

Sono sempre di più le persone che lavorano da casa (per scelta o per necessità). I vantaggi sono tanti, ma anche le difficoltà. Ecco come gestirle al meglio e trasformarle in opportunità

Flessibilità, libertà, più motivazione e soddisfazione personale. Ma, soprattutto, un tragitto abitazione-lavoro di zero secondi, dunque meno stress, spese e conflitti tra vita privata e vita professionale.

Ecco, in sintesi, i principali benefici del lavoro da casa, modalità resa possibile dalle tecnologie digitali che attrae sempre più persone. Secondo molte ricerce, attualmente i dipendenti che lavorano in modo agile, cioè concordando gli obiettivi con i propri superiori ma decidendo in libertà i luoghi, i tempi e, in una certa misura, gli strumenti attraverso cui raggiungerli, sono circa 480mila, ovvero il 20% in più rispetto al 2017. Per non parlare della mole di freelance che non hanno un ufficio proprio ma una scrivania in soggiorno, sui quali non esistono ancora dati precisi. Una cosa, però, è sicura: si tratta di una rivoluzione inarrestabile (sempre stando alle ricerce, potrebbe arrivare a interessare almeno 5 milioni di persone!), alla quale molti sono tentati di aderire. Ma come farlo minimizzando i rischi?

Scopri se fa davvero per te

Non tutte le professioni possono essere svolte da casa e non tutte le aziende vedono di buon occhio lo smart working che, per inciso, è regolato da una legge, la numero 81 del 22 maggio 2017. Dal punto di vista personale, è di primaria importanza sapersi osservare con equilibrio e oggettività per capire se potremmo essere lavoratori agili ed efficienti. In pratica, per essere performanti è importante possedere – oltre che sviluppare e potenziare – competenze come responsabilità, autonomia, iniziativa, autosviluppo e auto-organizzazione. Se queste fossero vacillanti, ne andrebbe della propria proattività e produttività. Pesa molto anche la capacità di sopportare l’isolamento: il non doversi relazionare vis-à-vis con colleghi e superiori può sembrare un vantaggio enorme, ma a lungo andare è facile che si trasformi in una criticità. Lo dice chiaramente lo studio internazionale “Global Work Connectivity”, realizzato dall’agenzia per le risorse umane Future Workplace e da Virgin Pulse, divisione hi-tech del gruppo Virgin per il benessere dei dipendenti: due terzi degli oltre duemila lavoratori da remoto, interpellati in 10 nazioni diverse, non si sentono partecipi della vita dell’azienda e lamentano poca motivazione, proprio a causa della lontananza fisica dagli altri membri del team.

Organizzati così

Anche se si lavora con un computer portatile o uno smartphone, l’ideale è predisporre una postazione fissa, studio o angolo-ufficio, che aiuti a entrare nel mood professionale. Dovrebbe essere confortevole, funzionale, ben illuminata, aerata, orientata alla creatività. Soprattutto, però, lontana sia da agenti stressanti, come vicini di casa rumorosi, sia da distrazioni e tentazioni quali frigorifero e televisore: agevolare la focalizzazione in modo volontario è molto utile.

Non avendo cartellini da timbrare, poi, è fondamentale gestire il proprio tempo in modo efficace oltre che efficiente, così da poter raggiungere puntualmente gli obiettivi concordati con il datore di lavoro o fissati in proprio: pensare “Inizierò a lavorare quando avrò terminato gli impegni domestici”, per esempio, può rappresentare una trappola da evitare in modo consapevole, specialmente per chi ha la tendenza a procrastinare: una cosa tira l’altra e alla fine la propria operatività viene compromessa. Meglio darsi orari precisi e realistici per poi stabilire (e rispettare) pause di recupero, indispensabili per fare il pieno di energie fisiche e mentali. Questo non significa certo essere rigidi, ma avere autodisciplina: nel lavoro agile, come già detto, la flessibilità è imprescindibile e, in più, aiuta ad affrontare gli (inevitabili) imprevisti.

Metti dei limiti di orario

I vincoli di spazio e di tempo raccomandati sopra non sono necessari solo alla buona riuscita dei compiti, ma anche al benessere del lavoratore agile. Secondo gli esperti in risorse umane e formazione, stabilire luoghi e tempi serve a delimitare le invasioni di campo e le sollecitazioni senza soluzione di continuità cui la persona potrebbe essere esposta e a proteggere la sua libertà da se stessa e dagli eccessi di connettività. Già, perché il passo da smart worker a workaholic, drogati di lavoro, è davvero breve. E pericoloso.

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