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Tarzan c’è ancora, la foresta no

by Lettere21

A 140 anni dalla nascita di Edgar Burroughs, creatore di questo fortunato personaggio, il re della giungla è protagonista di un nuovo film. Ma la sua Africa non è più come prima: le foreste sono state distrutte e gli animali massacrati

Era in grado di fare balzi di sei metri nell’aria fino all’altezza vertiginosa delle cime degli alberi e afferrare con la massima precisione e senza alcun urto visibile i rami che “uttuavano selvaggiamente incontro a un tornado in arrivo». Così lo scrittore americano Edgar Rice Burroughs descrive il leggendario protagonista del suo primo romanzo Tarzan delle scimmie, dato alle stampe nel 1912. Un personaggio che non sembra conoscere tramonto visto che oggi, a 140 anni dalla nascita del suo autore, è stato dato il via in Inghilterra alle riprese dell’ennesimo film sul mitico re della giungla. Del resto Tarzan, il cui nome nella lingua scimmiesca inventata da Burroughs significa “pelle bianca”, è l’eroe di uno dei più grandi successi librari di sempre, tradotto in più di 50 lingue. Diretto dal regista inglese David Yates e interpretato dall’attore svedese Alexander Skarsgård, il nuovo film racconta di come John Clayton III lord Greystoke, alias Tarzan, ritorna nel natio Congo come emissario del Parlamento britannico. Affronterà un’altra serie di avventure, anche se l’Africa descritta da Burroughs non esiste più, devastata dal colonialismo, dalla speculazione e dall’avidità che hanno distrutto le foreste, massacrato gli animali e disperso la cultura indigena.

Il mito del “buon selvaggio”

Quando Burroughs scrisse il suo libro, la storia di un cucciolo d’uomo allevato dagli animali non era nuova nel panorama letterario. Tra il 1893 e il 1894 era già apparsa su vari giornali e riviste la serie di racconti del Libro della giungla di Rudyard Kipling, che avevano per protagonista Mowgli, il bambino indiano allevato da un branco di lupi. Ma Burroughs negò sempre in maniera decisa di esservisi ispirato, sostenendo di aver piuttosto preso lo spunto dalla leggenda di Romolo e Remo. Del resto, il mito del “buon selvaggio” era già stato proposto nel Settecento dal pensatore francese Jean-Jacques Rousseau, nella cui “loso”a emerge l’idea di un’umanità dotata di un’innocenza innata e primitiva. Tarzan incarna tutto questo, archetipo del bambino selvaggio che tenta più volte di ritornare in seno alla comunità civile, ma poi non resiste e s’immerge nuovamente nella natura dove è cresciuto.

Nella sua perenne lotta con mostri antidiluviani, stregoni malvagi, spietati cacciatori bianchi, spie tedesche che popolano i suoi “lm, Tarzan non è solo. Accanto a lui ci sono tutti gli animali della giungla e soprattutto Cita, la dolce femmina di scimpanzé perfetta nelle scene d’azione e dotata di uno straordinario talento nel far divertire il pubblico con i suoi dispetti conditi da un riso contagioso. E poi c’è Jane, la fanciulla americana abbandonata nella giungla che diventerà sua moglie, vivrà con lui sopra un albero della foresta e gli darà un “glio. Ma a fare dell’uomo-scimmia un mito, come spesso succede, sono i particolari. Primo fra tutti, l’urlo con il quale, petto in fuori e mani alla bocca a guisa di megafono, Tarzan chiama in soccorso gli animali della giungla. A creare la base per quel suono terrificante, in cui si fondono qualità umane e potenza animale, pare sia stato l’attore Johnny Weissmuller, il più celebre dei suoi interpreti cinematografici, che amava farsi fotografare ricoperto solo da un perizoma e con la fedele Cita al collo. Weissmuller assicurava di essersi ispirato all’arte dello yodel, il tipico canto a gorgheggio delle valli svizzere per il quale aveva vinto una gara da piccolo. L’urlo sarebbe poi stato amplificato dai tecnici del suono con l’aggiunta di versi di una serie di animali: il latrato di un cane, l’ululato di una iena e il brontolio di un cammello. Tocco finale, il suono di un violino.

Tarzan, lo inventò un cowboy diventato scrittore

Nato a Chicago nel 1875, Edgar Rice Burroughs si trasferì nel 1891 nello stato dell’Idaho, nel Nordovest degli Stati Uniti, dove visse una vita di frontiera da cowboy e militò per qualche tempo nel 7° Cavalleria, passato alla storia per essere stato tragicamente comandato a Little Big Horn dal generale Custer. Ma indiani non ce n’erano ormai più, decimati dalla brutale invasione dell’Uomo Bianco, e il lavoro al quale era destinato come soldato semplice consisteva solo nello scavo di trincee. Licenziato dall’esercito per un’insufficienza cardiaca, tentò senza successo i lavori più disparati: dal cercatore d’oro al poliziotto ferroviario, dal venditore ambulante al bottegaio di una piccola azienda di temperamatite. Nel 1912, dopo aver scoperto di essere nato per il sogno e l’avventura, scrisse il romanzo di fantascienza Sotto le lune di Marte, subito seguito da Tarzan delle scimmie, il best seller dal successo strepitoso che gli avrebbe dato fama e ricchezza. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, quasi settantenne, Burroughs divenne il più anziano corrispondente di guerra. Fu la sua ultima avventura letteraria: nel marzo 1950, dopo 70 romanzi e centinaia di racconti, si spense per un attacco cardiaco.

… e alla fine arrivo anche il fumetto

Il primo fumetto che racconta le avventure di Tarzan esce in ritardo rispetto al cinema. È l’americano Harold Foster a disegnarlo. Il progetto, che prevedeva 60 strisce quotidiane di 5 vignette ciascuna con brevi didascalie in calce, vede la luce il 7 gennaio 1929: le strisce di Tarzan delle Scimmie vengono pubblicate da tredici quotidiani americani e nell’agosto dello stesso anno sono raccolte nel primo volume di The Illustrated Tarzan Book.

Tutti i Tarzan del grande schermo: dal cinema muto al kolossal 3d

1918 Tarzan of the apes è il primo film, muto, della storia del cinema in cui compare l’eroe della giungla. Diretto da Scott Sidney, è interpretato dall’attore statunitense di origine tedesca Elmo Lincoln.

1932 Tarzan l’uomo scimmia, diretto da Woodbridge Strong Van Dyke, è il primo film sonoro dei dodici della saga interpretati dall’attore statunitense Johnny Weissmuller, già primo uomo al mondo a nuotare i 100 metri stile libero sotto il minuto e vincitore di cinque medaglie d’oro olimpiche.

1949 Tarzan e la fontana magica, diretto da Lee Sholem, è il primo dei cinque della saga interpretati dall’attore statunitense Lex Barker, probabilmente il “re della giungla” più popolare dopo Weissmuller.

1957 Tarzan e il safari perduto, diretto da Bruce Humberstone, è stato il primo film a colori. Interprete era lo statunitense Gordon Scott, appartenente alla cosiddetta schiera degli “attori culturisti”.

1966 Eyes of the lion è il primo di una serie televisiva di 59 episodi andata in onda negli Usa sulla rete Nbc. Primo interprete, l’attore statunitense Ron Ely.

1984 Greystoke. La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie, diretto dall’inglese Hugh Hudson è il film che segna il primo grande successo dell’attore franco-statunitense Christopher Lambert.

1999 Tarzan della Disney è il primo film d’animazione che sia mai stato realizzato sull’eroe di Burroughs ed è considerato dalla critica tra i più riusciti prodotti dell’azienda americana.

2014 Tarzan 3D, di produzione tedesca, è un film d’animazione realizzato con la tecnica motion capture, che consente di catturare i movimenti di attori reali per applicarli a un personaggio virtuale.

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