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Tutti i segreti di diamanti

by Lettere21

Indice

  1. DIAMANTI, TUTTI I SEGRETI
  2. LE 7 PIETRE PIÙ PREZIOSE

I diamanti si sono formati 1-1,6 miliardi di anni fa all’interno del mantello terrestre, tra i 150 e i 225 km di profondità e in condizioni particolari: il carbonio si cristallizza sotto l’effetto di una pressione di 70mila atmosfere e una temperatura di almeno 1.300 °C. I diamanti sono portati in superficie attraverso dei condotti detti “camini kimberlitici” percorsi da un magma di roccia diamantifera, la “kimberlite” (così chiamata dalla città di Kimberley in Sudafrica). Questa roccia può essere sgretolata e rilasciare i diamanti anche in giacimenti secondari, generalmente di origine alluvionale. A pressione e temperatura differenti, gli atomi di carbonio cristallizzano in un diverso sistema, quello esagonale, e danno origine alla grafite.

Il taglio più diffuso è quello “a brillante” a 57 faccette

Si taglia un diamante per far sì che la gemma acquisti brillantezza e rifietta perfettamente la luce. Nella trasformazione di un diamante grezzo in un brillante si perdono i 2/3 del peso originale. Obiettivo dei tagliatori, concentrati ad Anversa (Belgio), Tel Aviv (Israele) e New York (Usa), è quello di tagliare la pietra in modo che ogni raggio luminoso esca dalla parte superiore del diamante, la corona. Il taglio più comune è quello rotondo con 57 o 58 faccette, detto “a brillante”, capace di valorizzare meglio di altri la luminosità e la lucentezza della pietra. Oggi non si usano più alcuni tagli del passato, come quello “a punta” del Rinascimento che si limitava a lucidare e regolarizzare le facce naturali della pietra; inoltre, sono sempre meno richiesti i tradizionali tagli a baguette, navette o marquise (la marchesa è la Pompadour, favorita del Re Sole), rosetta e rosa olandese, e sempre più richiesti nuovi tagli come princess, radiant e barion. Tagliare un diamante grezzo è un’operazione difficile e delicata che comporta varie fasi: clivaggio (sfaldatura), segaggio, sbozzatura (dare la prima forma alla pietra), sfaccettatura (lavorazione delle facce) e politura (rifinitura).

La più grande miniera di diamanti è larga 1.250 metri e si trova in Siberia

Mirny, nella Siberia orientale, è la più grande miniera di diamanti del pianeta: si tratta di un pozzo diamantifero aperto, largo 1.250 metri e profondo 525, situato a ridosso del centro abitato. La miniera ha prodotto una media di dieci milioni di carati all’anno. Dal 2011 non è più attiva; nondimeno, ancora oggi lo spazio soprastante è vietato dagli elicotteri a causa delle pericolose correnti d’aria discendenti determinate dalla voragine.

Si trovano anche negli asteroidi

Gli scienziati della Nasa hanno scoperto negli asteroidi numerosi nano-diamanti, pietre delle dimensioni tanto piccole da essere invisibili a occhio nudo: sembra che almeno il tre per cento del carbonio contenuto in questi corpi celesti si presenti sotto forma di nano-diamanti. I ricercatori pensano che i diamanti “alieni” si siano formati in seguito a violente collisioni nello spazio cosmico.

Sono preziosi perché molto rari

Il diamante è una gemma rarissima: tutti i diamanti tagliati prodotti nel mondo negli ultimi quattromila anni non riuscirebbero a riempire una stanza di 4,5 metri cubi; solo un diamante su duemila ha 1 carato e solo uno su sette milioni è un diamante di 1 carato della massima qualità. Inoltre, devono essere estratte e lavorate 250 tonnellate di kimberlite per ottenere una pietra grezza trasformabile in un diamante di 1 carato e di buona qualità. Non è dunque strano che uomini e donne abbiano letteralmente o materialmente perso la testa per questo singolare cristallo.

Si misurano in carati

Il carato è l’unità di misura del peso di un diamante. I carati costituiscono una delle celebri “quattro c” dei diamanti: carat (carato), cut (il taglio), color (il colore) e clarity (la purezza). Perché non si usano i grammi? I diamanti in passato erano tradizionalmente pesati in semi di carruba, i “carati” appunto. Nel 1832, in Sudafrica, il sistema tradizionale fu tradotto nel sistema metrico decimale; il carato fu fissato in 0,2 grammi e diviso in 100 punti (un diamante di 25 punti pesa un quarto di carato, cioè 0,25 carati).

Breve storia dei diamanti

Il diamante grezzo è un sassolino che non splende e non affascina; Nei secoli gli uomini hanno sviluppato numerose tecniche per tagliarlo, pulirlo e trasformarlo in una gemma scintillante. Gli antichi Indù, secoli prima di Cristo, lo apprezzavano, ma non sappiamo come lo tagliassero né, di conseguenza, che aspetto avessero i loro diamanti. Dall’antica India, queste pietre passarono all’antica Roma lungo la Via della Seta e quindi in Occidente dove rimasero una rarità esotica per molti secoli. Nel 1680 il veneziano Vincenzo Peruzzi realizzò per primo il taglio a brillante, a 58 faccette che dava alla gemma uno stupefacente splendore rispetto al taglio allora in uso, il Mazarino a 32 faccette. Nell’Ottocento il diamante acquisì la popolarità attuale, grazie alla scoperta delle miniere sudafricane, alla creazione di multinazionali come la De Beers e al miglioramento delle tecniche di taglio e lucidatura.

La purezza determina il valore

II grado di purezza di un diamante infiuisce sul suo valore. Un diamante è puro quando non presenta imperfezioni (zone opache) o inclusioni (piccole impurità) se osservato da una persona esperta a dieci ingrandimenti. Le impurità possono essere minerali o piccole fratture che compaiono all’interno della pietra durante la sua formazione nel sottosuolo. Qui sotto la scala di purezza dei diamanti dal più puro (F) al meno puro (I3)

  • F – fawless – puro: Nessuna impurità interna o esterna visibile a dieci ingrandimenti da un occhio esperto
  • VVSI 1, VVSV2 – very very slightly included: Una sola impurità dificile da individuare a dieci ingrandimenti
  • SI 1, S2, S3 slightly included: Impurità visibili a occhio nudo, ma solo da un esperto
  • IF – internally fawless: Nessuna impurità interna visibile a dieci ingrandimenti
  • VSI 1, VS2 very slightly included: Piccolissime impurità appena visibili a dieci ingrandimenti
  • I1, I2, I3 – included: Impurità visibili a occhio nudo con dificoltà (I1), facilmente (I2), molto facilmente (l3)

Lotta ai diamanti insanguinati

Si chiamano blood diamond (diamanti di sangue) i diamanti che vengono estratti da giacimenti in zone politicamente instabili del continente africano e che sono venduti in forma clandestina, al di fuori dei mercati ufficiali, per finanziare gruppi di guerriglia locale o eserciti di “signori della guerra”, criminali e dittatori. Per contrastare questo commercio illegale, su cui nel 2006 è stato girato il film Blood Diamond con Leonardo DiCaprio, i maggiori Paesi produttori di diamanti hanno messo a punto un sistema di certificazione, il Kimberley Process Certification Scheme (KPCS), sostenuto da una risoluzione delle Nazioni Unite per certificare i diamanti “con”ictfree”, non impiegati per finanziare i conflitti armati.

Continua

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1 comment

Diamanti, le 7 pietre piu preziose | Lettere21 22/02/2024 - 13:20

[…] era semplicemente PAZZO C’é un po’ di Neanderthal in ciascuno di noi TUTTI I SEGRETI DEI DIAMANTI L’arte di uccidere senza sporcarsi le mani Di chi e lo spazio? Che […]

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