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Un amore di mamma

by Lettere21

Il petauro dello zucchero è un piccolo marsupiale originario delle aree più remote del pianeta Terra. Oltre a planare fino a 40 metri, lo “scoiattolo volante” ha un rapporto viscerale con i propri cuccioli

Anche gli animali hanno un legame duraturo, forte e viscerale con i propri cuccioli. Il petauro dello zucchero, nome scientifico Petaurus breviceps che significa “acrobata con la testa corta”, è un piccolo marsupiale originario delle aree più remote del pianeta Terra. Proprio qui, nelle foreste dell’Australia e della Nuova Guinea, il mammifero trascorre l’esistenza svolazzando tra gli alberi in compagnia dei figli. Già, perché tutti i membri dell’allegra famiglia di “scoiattoli volanti” attorcigliano le code tra di loro, così da non perdersi nella fitta vegetazione pluviale.

Appena nati, i petauri dello zucchero rimangono nella pancia della mamma solamente per 16 giorni, poi si arrampicano e salgono all’interno del marsupio, dove trascorrono almeno due mesi. Una volta cresciuti, gli animali cominciano a uscire fuori dalla “tasca” per esplorare il mondo. Restano però sempre attaccati alla loro genitrice attraverso una straordinaria caratteristica fisica. La loro coda è, infatti, semi-prensile, cioè ha dei muscoletti particolari che la fanno arrotolare. La vista acuta, i denti taglienti e le unghie affilate completano la carta d’identità del marsupiale esotico lungo fino ai 33 centimetri. Inoltre, il patagio, la membrana estensibile che percorre l’intero corpo, aiuta lo “scoiattolo volante” a trasformarsi in un abile circense durante le planate di oltre 40 metri.

Gioco di squadra

Questo mammifero “pesante” solo cento grammi ha oltretutto un’innata indole altruistica che gli permette di percepirsi come un “noi”: se il leone ama primeggiare per conquistare la stima del branco e se lo scimpanzé ruba le leccornie al gruppo, il petauro dello zucchero preferisce fare gioco di squadra. E così, mentre il papà procaccia il cibo per moglie e figli, la madre trascorre le giornate con i cuccioli, così da prepararli all’età adulta. Quando sono ancora piccoli, è difficile distinguere il sesso degli “scoiattoli volanti”. Una volta grandi, però, i maschi hanno una piccola macchietta sulla testa, chiamata “pelata” perché priva di peli, e una ghiandola che utilizzano per marcare il territorio. Le femmine raggiungono la maturità sessuale, invece, appena superano gli otto mesi di vita, mentre la loro fase astrale dura ben 29 giorni.

Gran golosone

Sono le locuste, i lombrichi e i grilli gli snack preferiti dal petauro dello zucchero. La dieta ideale di questo marsupiale prevede il 70% di vitamine e il 30% di proteine, ma l’animale appartenente alla famiglia dei petauridi ama sgranocchiare perfino i frutti ricchi di acqua, soprattutto durante le notti umide e afose. Già, perché lo “scoiattolo volante” preferisce uscire al calar del sole, quando il popolo della foresta si prepara per dormire. E così la sua testa dalla forma triangolare, i suoi occhi con pupille dilatate e le sue orecchie minuscole intrattengono soltanto qualche altro coinquilino a quattro, a due o senza zampe dalle abitudini crepuscolari. Questo astuto acrobata è oltretutto un maestro di comunicazione verbale: i suoni che emette possono essere decodificati, infatti, soltanto dai suoi parenti.

Lasciatelo nella foresta!

Quando l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ritrovò un petauro dello zucchero esanime in Abruzzo, gli ambientalisti avevano condannato la moda di adottare cuccioli esotici inadatti alla vita di appartamento. Anche se molti continuano ad acquistarli per soddisfare un capriccio temporaneo, basta osservare uno “scoiattolo volante” per rendersi conto che il suo habitat è, e deve restare, soltanto la foresta pluviale.

Che sia un piccolo monolocale in città o una grande villa in campagna, una casa umana nasconde troppe insidie per il grazioso marsupiale: dai fili elettrici ad alta tensione, ai fornelli del gas incandescenti, dai vetri trasparenti, alla tavoletta del water simile a una piscina in cui affogare. Qualcuno potrebbe pensare di lasciarlo rinchiuso in gabbia, certo, ma l’esistenza tra le sbarre diventerebbe una condanna a morte per un cucciolo abituato a planare tra tronchi di acacia, cocco ed eucalipto. Anche se il suo esile aspetto suscita tenerezza, il mammifero non è nemmeno adatto alla convivenza con i bambini, perché potrebbero scambiarlo per un peluche.

Strappare una specie vivente all’ecosistema originario significa oltretutto alterare la biodiversità. Ed ecco perché l’ambiente ideale dell’atletico “scoiattolo volante” rimane il polmone verde dell’Australia e della Nuova Guinea, a pochi chilometri dall’Oceano Pacifico. Proprio qui oggi gli scienziati stimano la popolazione di petauri dello zucchero in oltre 10.000 esemplari con un’aspettativa di vita superiore ai 14 anni.

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